Tropea, Daspo urbano per due massaggiatori stranieri

Effetti del decreto sicurezza e delle ordinanze emesse dal sindaco: un cittadino cinese e uno di origine maghrebina raggiunti dal “divieto di accesso ai luoghi”
Effetti del decreto sicurezza e delle ordinanze emesse dal sindaco: un cittadino cinese e uno di origine maghrebina raggiunti dal “divieto di accesso ai luoghi”
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Nell’ambito delle attività di contrasto ad ogni forma di illegalità svolte nel periodo estivo in sinergia dall’Ufficio immigrazione della Questura di Vibo Valentia e dalla Polizia municipale di Tropea, il questore di Vibo Valentia Annino Gargano ha adottato due provvedimenti di Divieto di accesso ai luoghi (cosiddetto Daspo urbano) nei confronti di due cittadini extracomunitari di origine cinese e maghrebina. Entrambi gli stranieri, in particolare, erano stati più volte sorpresi e sanzionati nel corso di specifici servizi contro l’abusivismo commerciale e la pratica abusiva dei massaggi sulle spiagge del litorale vibonese. I provvedimenti, irrogati per la durata di 12 mesi, sono stati adottati per l’accertata violazione delle ordinanze del sindaco di Tropea Giovanni Macrì del giugno scorso, emanate a tutela del decoro e della sicurezza urbana ai sensi del cosiddetto “Decreto Sicurezza”. «L’analisi degli atti e le valutazioni delle condotte segnalate – fa sapere la Questura di Vibo -, svolte dagli uomini dell’Ufficio misure di prevenzione della Divisione anticrimine, hanno fatto risaltare che le attività illegali messe in atto dagli stranieri rappresentavano un effettivo pericolo per la sicurezza urbana. Con i provvedimenti in argomento si è voluto salvaguardare, soprattutto in relazione al prossimo periodo estivo, le condizioni di vivibilità e di decoro di specifiche aree del territorio comunale individuate dalle ordinanze del sindaco di Tropea, anche al fine di prevenire lo svilupparsi di ulteriori fenomeni di illegalità diffusa oltreché di potenziale pericolo per la sicurezza pubblica». La violazione dei Daspo da parte dei destinatari comporterà l’irrogazione della sanzione penale dell’arresto secondo i limiti edittali previsti dalla normativa in materia.

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