Incandidabilità al Comune di Mongiana, si dimette l’assessore Foti

La Corte d’Appello di Catanzaro nei giorni scorsi l’ha ritenuto responsabile, unitamente ad altri tre ex amministratori, dello scioglimento dell’ente nel 2012 per infiltrazioni mafiose
La Corte d’Appello di Catanzaro nei giorni scorsi l’ha ritenuto responsabile, unitamente ad altri tre ex amministratori, dello scioglimento dell’ente nel 2012 per infiltrazioni mafiose
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria
L’ex assessore Cosimo Foti

Ha rassegnato le dimissioni da assessore e da consigliere del Comune di Mongiana, Cosimo Foti, dichiarato incandidabile dalla Corte d’Appello di Catanzaro in quanto ritenuto dai giudici responsabile – unitamente all’ex sindaco Rosamaria Rullo, all’ex vicesindaco Domenico Pisano ed all’ex presidente del consiglio comunale Giuseppe Campese – di essere fra le concause dello scioglimento degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose risalenti al 2012.  Le dimissioni arrivano con una missiva indirizzata al sindaco Francesco Angilletta che nel giugno scorso, dopo la vittoria elettorale, aveva voluto Cosimo Foti nella sua giunta comunale unitamente al vicesindaco Luigi Vallelonga.In questi primi cinque mesi di amministrazione – sostiene Cosimo Foti nella lettera inviata al primo cittadino – ho tentato di dare il massimo e il miglior contributo per rappresentare adeguatamente la nostra azione politica volta all’onestà ed all’umiltà. La recente sentenza che dichiara la mia incandidabilità, mi impone una seria riflessione, per evitare che questa mia vicenda possa essere strumentalizzata e pregiudicare l’onorabilità dell’amministrazione comunale di Mongiana da te guidata. Il percorso che abbiamo iniziato, che mira alla trasparenza ed alla legalità, deve continuare per concedere alla cittadinanza la presenza di una struttura amministrativa funzionante ed efficiente. Per tale motivo, e nella certezza di poter dimostrare la mia estraneità ai fatti contestatemi, rassegno le dimissioni sia da assessore che da consigliere comunale del Comune di Mongiana. Non è una scelta semplice, ma non vedo alternative per evitare che questa situazione possa in qualsiasi modo mettere in discussione l’immagine, la correttezza e la trasparenza dell’amministrazione comunale, la cui integrità deve rimanere al di sopra di ogni sentimento e devozione. Ti ringrazio per la fiducia che mi hai riposto – conclude Foti rivolgendosi al sindaco – e spero di avere dato il mio contributo per il bene di Mongiana. Continuerò ad impegnarmi per il bene della comunità, a testa alta, con la stessa determinazione ed onestà che questo mio atto testimonia”. [Continua dopo la pubblicità]

Informazione pubblicitaria
La Prefettura di Vibo

Cosimo Foti ha già annunciato che presenterà ricorso in Cassazione avverso la sentenza di incandidabilità della Corte d’Appello di Catanzaro. Da ricordare che nella relazione della Commissione di accesso agli atti che ha portato nel 2012 allo scioglimento degli organi elettivi del Comune di Mongiana per infiltrazioni mafiose (redatta dai commissari nominati dalla Prefettura di Vibo Valentia), è evidenziato testualmente che Cosimo Foti è “cognato di Antonia Emanuele, quest’ultima nipote dei fratelli Emanuele (Ottavio, Salvatore, Alberto, Luigi, tutti già sorvegliati speciali mentre Antonio Emanuele viene indicato nella stessa relazione come già avvisato di pubblica sicurezza) e di Nadile Antonio, quest’ultimo cugino dei fratelli Pisano (Antonio Pisano, già sorvegliato speciale, Salvatore Pisano, anche lui indicato come già sorvegliato speciale unitamente a Cosimo Pisano)”. Sempre nella stessa relazione, gli investigatori riportano che “Cosimo Foti risulta essere stato controllato” con uno dei figli del boss Damiano Vallelunga, quest’ultimo ucciso a Riace nel settembre 2009.

Francesco Angilletta

Al sindaco di Mongiana, Francesco Angilletta, resta ora il “problema” (se come tale lo vorrà ritenere) del vicesindaco Luigi Vallelonga alla luce della stessa sentenza della Corte d’Appello. L’ex vicesindaco Domenico Pisano è stato infatti dichiarato incandidabile in base alla legge antimafia anche per via del fatto (così è scritto in sentenza) che è “cognato del pregiudicato Francesco Vallelonga”, quest’ultimo già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza. Lo stesso Francesco Vallelonga è anche zio diretto (fratello del padre) dell’attuale vicesindaco di Mongiana Luigi Vallelonga che è anche nipote acquisito di Antonio Pisano citato nella relazione.

LEGGI ANCHE: Comune di Mongiana e mafia: incandidabile l’assessore Foti

Incandidabilità al Comune di Mongiana: l’assessore Foti respinge ogni addebito