Beni del narcos Vincenzo Barbieri, prescrizione per due imputate

L’ex compagna del broker della cocaina ed una sua amica di Vibo erano state condannate in primo grado per l’intestazione fittizia di una Mercedes da 70mila euro
L’ex compagna del broker della cocaina ed una sua amica di Vibo erano state condannate in primo grado per l’intestazione fittizia di una Mercedes da 70mila euro
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Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Si chiude così dinanzi alla seconda sezione della Corte d’Appello di Catanzaro il processo di secondo grado nato dall’operazione “Golden Jail” condotta dalla Dda di Bologna e poi trasferita per competenza territoriale alla Dda di Catanzaro. Per il reato di intestazione fittizia di una Mercedes ML da 70 mila euro riconducibile al broker della cocaina Vincenzo Barbieri – ucciso nel marzo del 2011 a San Calogero – in primo grado il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Lucia Monaco, a latere i giudici Vincenza Papagno e Giovanna Taricco) aveva condannato: Marika Aiello, 34 anni, alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione; Concetta Santacroce, 30 anni, alla pena di 2 anni. Nei confronti delle due ragazze, che erano state condannate pure al pagamento delle spese processuali, il Tribunale aveva escluso le finalità mafiose delle condotte (agevolazione del clan Mancuso). Nei confronti della sola Santacroce, il Tribunale aveva poi concesso le circostanze attenuanti generiche ed il beneficio della sospensione condizionale della pena. La Procura generale di Catanzaro aveva oggi chiesto alla Corte d’Appello la conferma delle condanne decise in primo grado. I giudici hanno però dichiarato prescritti i reati. [Continua dopo la pubblicità]

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L’operazione e le accuse. L’operazione antimafia denominata “Golden Jail” era stata condotta sul “campo” dalla Squadra Mobile di Bologna ed era scattata nell’aprile 2011 con il sequestro di beni per 10 milioni di euro, riconducibili per l’accusa a Vincenzo Barbieri – ucciso a San Calogero il 12 marzo 2011 – e già condannato per narcotraffico nell’operazione “Decollo”. Le condotte sarebbero state poste in essere dagli imputati al fine eludere le misure di prevenzione patrimoniali imposte a Barbieri. Il Tribunale di Vibo aveva riconosciuto nella disponibilità del narcotrafficante internazionale di cocaina, Vincenzo Barbieri, ucciso a San Calogero il 12 marzo 2011 all’età di 54 anni, la Mercedes ML da 70 mila euro, fittiziamente intestata prima alla compagna dell’epoca Marika Aiello, e poi a Concetta Santacroce, quest’ultima amica della Aiello ed a quel tempo dimorante in un appartamento di Bologna a spese, secondo le risultanze investigative, del narcotrafficante Vincenzo Barbieri. In cambio la ragazza si sarebbe prestata a fare da prestanome nell’intestazione fittizia del bene, vale a dire la Mercedes da 70mila euro.

A conferma, ad avviso degli inquirenti, del legame Santacroce-Barbieri, di non secondaria importanza il fatto che gli investigatori in occasione delle perquisizioni domiciliari avevano trovato nell’abitazione a Vibo Valentia di Concetta Santacroce un bossolo esploso di pistola prelevato a San Calogero sul luogo dell’omicidio di Vincenzo Barbieri. Marika Aiello era difesa dall’avvocato Giovanni Vecchio, Concetta Santacroce dall’avvocato Francesco Muzzopappa.

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