“Una vita indipendente per i disabili”: il progetto del Comune ottiene nuovi finanziamenti

Lo comunica l’assessore alla Politiche sociali Lorenza Scrugli nel tratteggiare le linee di un piano che coinvolgerà persone con disabilità e le loro famiglie. Per la realizzazione del piano previsti 80 mila euro

Lo comunica l’assessore alla Politiche sociali Lorenza Scrugli nel tratteggiare le linee di un piano che coinvolgerà persone con disabilità e le loro famiglie. Per la realizzazione del piano previsti 80 mila euro

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Un nuovo finanziamento di 80mila euro è in arrivo al Comune di Vibo Valentia. Riguarda il progetto presentato dall’Assessorato alle Politiche Sociali, guidato dall’assessore Lorenza Scrugli (foto), in materia di “Vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità”. Il piano è stato approvato insieme ad altri soli 8 comuni calabresi con il massimo delle quote previste, appunto gli 80mila euro da destinare alla categoria.  

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Il concetto di “vita indipendente” rappresenta, per le persone con disabilità, la possibilità di vivere la propria vita normalmente, prendendo decisioni riguardanti le proprie scelte con le sole limitazioni che possono incontrare le persone senza disabilità. Si riferisce all’autodeterminazione dei soggetti con disabilità e coinvolte l’intero nucleo familiare del disabile.

La famiglia continuerà ad esercitare i propri ruoli genitoriali o parentali senza deprivazioni derivanti da sovraccarichi assistenziali o economici. Mentre la persona cui viene garantito il diritto di scelta si assumerà le conseguenti responsabilità e la consapevolezza degli eventuali rischi. Esso rappresenta una delle alternative possibili dell’assistenza diretta, scelta da altri, e favorisce la partecipazione delle persone con disabilità nella società. Gli interventi devono avere durata di 12 mesi.

L’eventuale partecipazione dei familiari, o  di chi rappresenti la persona con disabilità, così come il ruolo della equipe, non devono costituire un ostacolo all’esercizio della piena autonomia e autodeterminazione del beneficiario, ma un’occasione per estendere alla cerchia dei congiunti gli effetti positivi di un’azione di orientamento alla vita indipendente.

La libera scelta dell’assistente va sempre garantita al beneficiario. Il contributo economico per l’assistente personale dovrà essere considerato come voce di spesa autonoma e specifica, pur parte di un più ampio insieme di aree di progettazione connesse all’obiettivo di autonomia.

Potranno aderire ai progetti persone adulte con disabilità, di età compresa tra i 18 ed i 64 anni, in possesso della certificazione rilasciata ai sensi dell’art. 3 della Legge 104/92 e dell’invalidità civile.

«Con questo progetto – precisa l’assessore Scrugli – sperimentiamo un nuovo modello di assistenza. Un modello organizzativo che rende le persone con disabilità più autonomi e protagonisti della propria vita con pari diritti e pari opportunità. Questa sarà una possibilità di una vera inclusione sociale. Il nostro compito – aggiunge – è proprio quello di cercare di dare più servizi possibili in questa direzione e di conseguenza perseguiamo ogni opportunità, impegnandoci nell’ottenere questi positivi risultati a favore dei più bisognosi».