giovedì,Aprile 15 2021

Rapina alla panetteria “Boulangerie” di Vibo: gip non convalida l’arresto di Carnovale

Passa invece dai “domiciliari” al carcere il romeno Sarig, a casa del quale sono state trovate pure le pistole

Rapina alla panetteria “Boulangerie” di Vibo: gip non convalida l’arresto di Carnovale

Non convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, l’arresto operato dalla polizia il 27 gennaio scorso nei confronti di Francesco Carnovale, 23 anni, accusato della rapina in Viale della Pace ai danni del bar panetteria “Boulangerie”. Il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Sorrentino, è stato immediatamente rimesso in libertà. Convalidato, invece, l’arresto di Liviu Daniel Sarig, nato a Bacau (Romania, in foto), 19 anni, che era stato posto agli arresti domiciliari. Nei suoi confronti il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ravvisando il pericolo di reiterazione del reato trovandosi già ai domiciliari in quanto condannato a 3 anni e 4 mesi per un’altra rapina compiuta il 23 agosto corso.

La rapina a mano armata alla panetteria caffetteria “Boulangerie” era stata compiuta poco prima delle ore 20 del 27 gennaio scorso attraverso l’uso di una pistola a tamburo a sei colpi, marca Smith & Wesson, calibro 38 special e con matricola punzonata, puntata in direzione di un’impiegata dell’attività commerciale. Utilizzata anche una seconda pistola a salve completa di caricatore. L’incasso della rapina ammonta a 356 euro.

Dal provvedimento di convalida dell’arresto di Sarig e di non convalida per Francesco Carnovale, si evince che nella rapina sono coinvolti anche tre minorenni la cui posizione è stata stralciata. Si tratta di due ragazzi vibonesi e di uno straniero.

Rapinano bar panetteria a Vibo, inseguiti e arrestati dalla Polizia

Dopo aver consegnato i soldi a due malviventi, la commessa della “Boulangerie” nel chiudere la porta del negozio si è imbattuta in un assistente capo della polizia di Stato. Il poliziotto, secondo la ricostruzione del giudice, avvistate ad una cinquantina di metri due persone incappucciate che correvano nella stessa direzione indicata dalla donna, si poneva all’inseguimento allertando al contempo i propri colleghi. La polizia faceva quindi irruzione nell’appartamento di Sarig e qui trovava anche Francesco Caronovale, oltre a due pistole e ad una quarantina di proiettili calibro 38.

Le fotografie della armi presenti nell’appartamento venivano poi rilevate sul telefono cellulare in uso a Sarig. Alle ore 21 del 27 gennaio scorso, sia Sarig che Francesco Carnovale venivano tratti in arresto. Alla stessa ora la polizia acquisiva i filmati delle telecamere di videosorveglianza poste all’interno del bar panetteria “Boulangerie”.

Per il giudice il rinvenimento in casa di Sarig di un’arma clandestina (la pistola) legittima l’arresto del giovane.

Lo stesso, ad avviso del magistrato ed in accoglimento dei rilievi difensivi dell’avvocato Sorrentino, non può invece dirsi per la posizione di Francesco Carnovale, atteso che “la sola presenza di un soggetto all’interno di un’abitazione altrui non consente di attribuire ragionevolmente al primo la co-detenzione dell’arma in assenza di ulteriori elementi sintomatici”.

Per il gip, inoltre, non appare possibile convalidare l’arresto “in relazione al delitto di rapina, non potendosi ritenere la sussistenza dello stato di flagranza. Infatti – sottolinea il giudice – non solo il poliziotto intervenuto per primo non ha assistito ad alcuna fase della rapina, ma una volta messosi all’inseguimento di due persone che correvano e, avendole poi perse di vista, ha proceduto all’arresto sulla base di un giudizio di compatibilità delle figure degli indagati e dell’arma rinvenuta rispetto a quella descritta dalla donna rapinata”.

In altre parole, secondo il giudice la polizia non ha avuto alcuna “percezione diretta” della rapina, circostanza necessaria perché possa parlarsi oltre che di “arresto in flagranza” anche di “quasi flagranza”. Una volta entrati nell’appartamento, sottolinea ancora il gip, la polizia non ha rilevato “tracce di reato” da cui poter desumere “che i presenti avessero compiuto la rapina pochi minuti prima, non essendo di ciò indicative le armi e gli indumenti rinvenuti”.

Da qui la non convalida dell’arresto di Francesco Carnovale (in foto in basso) e la sua immediata rimessione in libertà.

Il giorno dopo al commissione della rapina si presentavano inoltre in Questura a Vibo due minorenni i quali riferivano di essere gli autori della rapina che era stata ordita insieme a Sarig ed alla quale Francesco Carnovale era estraneo. La visione dei filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza del locale ha infine confermato la dinamica della rapina come riferita prima dall’impiegata della panetteria e poi dai due minori.

Francesco Carnovale nel corso dell’interrogatorio dinanzi al pubblico ministero ha infine riferito che, pur essendosi recato a trovare il suo amico Sarig agli arresti domiciliari, ha rifiutato di partecipare alla rapina. Pur ritenendo il giudice affatto credibili le giustificazioni di Francesco Carnovale, ci si trova comunque dinanzi “all’assenza di indizi che consentano di ritenere lo stesso Carnovale coinvolto nella rapina”. Rapina per la quale appare invece “certo il coinvolgimento di Sarig che l’ha pianificata”.

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