Tentata estorsione al Parco eolico di Filogaso: tre assoluzioni

I fratelli Cracolici erano finiti processo dopo la trasmissione degli atti dalla Procura di Vibo alla Dda di Catanzaro
I fratelli Cracolici erano finiti processo dopo la trasmissione degli atti dalla Procura di Vibo alla Dda di Catanzaro
Informazione pubblicitaria
Il nuovo Palazzo di giustizia di via Lacquari
Informazione pubblicitaria

Sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Giulio De Gregorio, a latere i giudici Marina Russo e Brigida Cavasino, nei confronti di tre imputati accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Questa la sentenza: reato di tentata estorsione derubricato per Francesco Cracolici, 43 anni, di Filogaso, in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e non luogo a provvedere per tale reato in mancanza di querela. Esclusa, ovviamente, l’aggravante mafiosa (il pm aveva chiesto 11 anni di reclusione); assoluzione per non aver commesso il fatto per Renato Cracolici, 39 anni (fratello di Francesco ed anche per lui la richiesta di condanna era stata di 11 anni); assoluzione per non aver commesso il fatto per Onofrio Arcella, 32 anni, allevatore di Sant’Onofrio (10 anni la richiesta del pm). Francesco Cracolici era assistito dagli avvocati Sergio Rotundo e Giorgia Greco, Renato Cracolici dall’avvocato Domenico Ceravolo, mentre Onofrio Arcella era difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Giosuè Monardo. A rappresentare l’accusa per la Dda di Catanzaro, il pm Andrea Mancuso.

Gli imputati erano stati arrestati il 23 agosto 2017 per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il processo era iniziato il 24 settembre 2018. L’inchiesta era passata alla Dda di Catanzaro dopo la trasmissione degli atti ad opera della Procura di Vibo Valentia. [Continua dopo la pubblicità]

Informazione pubblicitaria

I carabinieri, camuffati da operai, avevano simulato l’esecuzione di alcuni lavori nel parco eolico-fotovoltaico di Filogaso. Ad avvicinarli, secondo l’accusa, i tre imputati che, con atteggiamenti e minacce di morte, avrebbero cercato – secondo gli inquirenti – di costringere i “militari-operai” ad allontanarsi dal parco eolico interrompendo i lavori intrapresi. Sui terreni dove insiste il parco eolico (di cui è cointestatario Francesco Cracolici e sul quale Enel Green Power esercita il diritto di superficie) sino a poco prima i lavori di pulizia sarebbero stati eseguiti dai tre imputati.

I due Cracolici sono figli di Alfredo Cracolici, ucciso nel febbraio del 2002. Agguato rimasto sino ad oggi impunito sebbene sul fatto di sangue abbiano reso dichiarazioni anche i collaboratori di giustizia Andrea Mantella e Raffaele Moscato.