Vibo, Nesci e altri tre dipendenti comunali sospesi dal servizio – Video

I lavoratori dell’ente avrebbero agevolato le cosche con le loro condotte. In un caso, un custode era stato sparato per avere sottratto una pistola nascosta in cimitero
I lavoratori dell’ente avrebbero agevolato le cosche con le loro condotte. In un caso, un custode era stato sparato per avere sottratto una pistola nascosta in cimitero
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C’è il comandante della Municipale Filippo Nesci, ma ci sono anche altri tre dipendenti comunali di Vibo Valentia fra gli indagati arrestati nella maxi-operazione “Rinascita-Scott”. Per tutti, il segretario generale dell’ente ha firmato un decreto di sospensione dal servizio. Nel caso di Nesci, a prendere le redini del comando subentrerà il vice, mentre le deleghe rimanenti (Staff 1) sono state assegnate dal sindaco Maria Limardo proprio al segretario Domenico Scuglia.

Sono Antonio Fuoco, Alessandro Sicari e Giovanni Giamborino gli altri tre dipendenti sospesi. Fuoco, custode del cimitero di Bivona, avrebbe agevolato il clan Lo Bianco non vigilando nella tumulazione di due salme seppellite in maniera irregolare. Sicari, custode del cimitero di Vibo, è invece accusato di avere detenuto illegalmente una pistola ritrovata nel camposanto e di proprietà di Mommo Macrì, ritenuto elemento di spicco di una delle cosche del capoluogo, che per questo avrebbe ordinato a Marco Ferraro, altro indagato, di uccidere lo stesso Sicari, riuscendo soltanto a ferirlo. Giamborino è invece considerato dagli inquirenti un uomo di fiducia del capo dei capi Luigi Mancuso, e indicato da diversi pentiti come figura su cui facevano affidamento anche altri boss d’alto calibro come Saverio Razionale. Malgrado ciò, a lui il comandante della Municipale Nesci avrebbe chiesto una «mazzetta» per concedere un permesso a costruire.

Il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo è invece accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per avere “chiuso un occhio” sulle attività di imprese riconducibili al clan Razionale-Gasparro di San Gregorio ed alla ‘ndrina di Pizzo che farebbe capo ai Mazzotta. In questo modo, omettendo dei controlli, avrebbe restituito il favore elettorale della ‘ndrina che lo avrebbe sostenuto alle elezioni. Si era già dimesso ieri un altro assessore di Pizzo, Pasquale Marino, pure lui indagato. Su Callipo, e sul consigliere comunale di Vibo Alfredo Lo Bianco, che risponde di scambio elettorale politico-mafioso, si attende un probabile provvedimento di sospensione della Prefettura di Vibo Valentia.

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