Limbadi, il sindaco Morello contro il deputato Nuti: «Querelo i “leoni da tastiera”»

Il primo cittadino torna sull’interrogazione parlamentare presentata dal parlamentare componente della Commissione antimafia: «La smetta di etichettare come mafiosa la Giunta e un’intera comunità»

Il primo cittadino torna sull’interrogazione parlamentare presentata dal parlamentare componente della Commissione antimafia: «La smetta di etichettare come mafiosa la Giunta e un’intera comunità»

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Pino Morello in Comune a Limbadi

«Apprendiamo, non senza stupore, dell’interrogazione parlamentare del deputato Riccardo Nuti, palermitano, con la quale viene nuovamente gettato discredito sulla presente amministrazione comunale nonché sulla cittadinanza tutta del Comune di Limbadi».

È quanto riferisce, in una nota, il sindaco limbadese Pino Morello in risposta all’iniziativa del parlamentare palermitano, ex portavoce grillino alla Camera e poi sospeso in via cautelare dal Movimento 5 stelle perché indagato nello scandalo delle firme false nel capoluogo siciliano.

Morello definisce poi «veramente insolita la tempistica dell’intervento del deputato, che interviene immediatamente dopo la proposizione della mediazione obbligatoria e preliminare all’azione di risarcimento danni per diffamazione, intrapresa dal Sindaco e da due assessori del Comune di Limbadi contro diversi soggetti, tra i quali il quotidiano “Il Tempo».

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Per Morello sarebbe «proprio sulla base di un articolo del predetto quotidiano che il nostro amatissimo e preparatissimo deputato Nuti interroga la Presidenza del Consiglio nonché il ministero dell’Interno.
Orbene, ci si domanda se nella sua attività politica un parlamentare abbia la necessità di reperire le notizie circa presunti coinvolgimenti mafiosi da articoli di giornale e non dall’attività di commissioni parlamentari all’uopo predisposte; ci si domanda ancora se possa essere considerata attività parlamentare l’accostamento di notizie prive di collegamento e relative a personaggi e fatti anche risalenti nel tempo; ci si domanda infine se “gli atti” a cui fa riferimento il deputato Nuti siano realmente esistenti e se lo stesso abbia quantomeno avuto il buon senso di leggerli, prima di porli a fondamento di un’interrogazione parlamentare».

L’amministrazione comunale e la cittadinanza, argomenta il primo cittadino «sono stufe di essere sempre e solo accostate alla criminalità organizzata: seguendo il medesimo iter logico anche il deputato Nuti è un mafioso, dato che a Palermo ci sono le famiglie mafiose più potenti della Sicilia e si sa, uno storico sindaco di Palermo era mafioso! Limbadi è una cittadina che da anni combatte il fenomeno criminale e costantemente cerca di emergere dal pantano, anche di provenienza mediatica, in cui si cerca sempre di annegarla. Molteplici – aggiunge Morello – sono le attività commerciali, peraltro di eccellenza e perfettamente oneste, che stanno valutando la possibilità di spostare la sede sociale, al solo fine di non venire continuamente accostati ad un contesto criminale che non gli appartiene: sarebbe opportuno pertanto informarsi, prima di emettere comunicati che provochino pesanti ripercussioni all’economia locale».

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Il deputato Nuti, per il sindaco, dovrebbe «imparare che prima di gettare fango su di un’intera comunità sarebbe opportuno effettuare le dovute ricerche, mediante le quali ben avrebbe potuto scoprire che: nessun procedimento ha mai accertato corresponsabilità, connivenze od anche solo rapporti amicali con criminali in capo all’attuale Giunta; il coinvolgimento nelle operazioni della Procura dell’assessore Gurzì ha fatto chiaramente emergere non solo la sua estraneità al contesto criminale, ma addirittura l’astio che i Mancuso provavano nei suoi confronti (invitiamo il deputato Nuti a leggere le intercettazioni di persona, senza farsele riferire da altri); l’Attuale amministrazione è composta da persone che nel corso degli anni sono sempre scese in prima linea nella lotta alle mafie, pagandone a volte anche conseguenze pesanti.

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A tutela della popolazione, volevamo infine invitare il deputato Nuti (che ben altri interessi di natura penale dovrebbe avere al momento) ad evitare facili strumentalizzazioni: è gravemente offensivo per i cittadini perbene essere accostati a contesti di criminalità organizzata, specie se si è stati vittima proprio di tale contesto».

Quindi, in conclusione, Morello invita «il deputato Nuti a contattare il l’onorevole Bindi, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia al fine di visionare tutta la documentazione relativa al Comune di Limbadi ed a pubblicarla, in modo da smentire una volta per tutte le voci diffamatorie messe in giro da avversari codardi e privi di argomentazioni valide». Infine i fatti: «comunichiamo di aver dato mandato ad uno studio legale per la predisposizione di una denuncia/querela nei confronti di quei “leoni da tastiera” che hanno leso il decoro e l’onore di una Giunta rispettabilissima e che da sempre combatte contro la criminalità organizzata».