Provincia Vibo: processo sui fondi ai gruppi consiliari, falsa partenza

Difetti di notifica nei confronti di tre imputati fanno slittare l’apertura del dibattimento al maggio prossimo. Peculato e falso ideologico i reati contestati

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Difetti di notifica nei confronti di tre imputati fanno slittare l’apertura del dibattimento al maggio prossimo. Peculato e falso ideologico i reati contestati

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Falsa partenza dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Vincenza Papagno, per il processo nei confronti di sette imputati rimasti coinvolti nell’inchiesta sui presunti fondi illegittimi ai gruppi consiliari della Provincia. Un difetto di notifica del decreto dispositivo del giudizio ha impedito oggi al Tribunale l’apertura del dibattimento ed i giudici hanno così rinviato il processo al 9 maggio prossimo. In particolare, i difetti di notifica della citazione a giudizio hanno interessato gli imputati: Antonio Vinci, ex dirigente della Provincia di Vibo (in foto in basso); Armanda De Sossi, ex dirigente della Provincia di Vibo; Carlo Brosio, ex consigliere provinciale.

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Gli altri imputati sono invece: Francesco De Nisi, ex presidente della provincia di Vibo Valentia (in foto); Giuseppe Barilaro, ex presidente del Consiglio provinciale di Vibo ed attuale sindaco di Acquaro; Giuseppe Condello, ex consigliere provinciale ed attuale sindaco di San Nicola da Crissa; Giuseppe Raffele, ex consigliere provinciale, già consigliere comunale a Serra San Bruno e candidato alla presidenza della Provincia nel settembre del 2014 in quota Udc e non eletto.

Peculato e falso ideologico i reati contestati dalla Procura che aveva avanzato una richiesta di rinvio a giudizio già dal luglio 2015. Nei confronti di Raffele, Barilaro, Condello, Brosio e Vinci, la pubblica accusa contesta pure il reato di falso ideologico per aver “falsamente attestato”, secondo l’accusa, la quantificazione nel 2010 di fondi assegnati ai gruppi consiliari per 73 mila euro. Somma di cui tutti gli indagati (e da qui l’accusa di peculato) avrebbero agevolato l’appropriazione da parte degli effettivi beneficiari dei fondi. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Gaetano Scalamogna, Antonio Porcelli, Domenico Colaci, Giuseppe Di Renzo, Antonio Barilaro e Pino Altieri.