“Rinascita”: il Riesame annulla tre ordinanze di custodia cautelare

Le decisioni interessano Michele Fiorillo del clan dei Piscopisani, il commissario della Sorical Luigi Incarnato e Emiliano Palamara di Parghelia
Le decisioni interessano Michele Fiorillo del clan dei Piscopisani, il commissario della Sorical Luigi Incarnato e Emiliano Palamara di Parghelia
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Michele Fiorillo, detto “Zarrillo”

Arrivano le prime due decisioni del Tribunale del Riesame di Catanzaro per gli arrestati  dell’operazione “Rinascita-Scott” della Dda. In accoglimento di un ricorso dell’avvocato Sergio Rotundo, il Tdl ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Michele Fiorillo, 33 anni, detto “Zarrillo”, di Piscopio. A Fiorillo viene contestato il reato di concorso in estorsione con Paolino Lo Bianco. I due sono accusati di aver preso accordi nel giugno del 2018 per avanzare un’unica richiesta estorsiva ad un’attività circense con la pretesa di duecento biglietti omaggio da spartire equamente tra il clan Lo Bianco di Vibo e il clan dei Piscopisani. Michele Fiorillo resta comunque detenuto in quanto coinvolto anche nell’inchiesta “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani.

Il Riesame, in accoglimento di un ricorso dell’avvocato Franz Caruso, ha poi revocato gli arresti domiciliari Luigi Incarnato, commissario della Sorical, accusato di corruzione elettorale poichè, secondo l’accusa, in occasione delle elezioni politiche del 2018, in cui era candidato nella lista del Pd, avrebbe offerto la propria collaborazione in cambio di voti a Pietro Giamborino, ex consigliere regionale del Pd arrestato ora per associazione mafiosa, e Pino Cuomo.

Ordinanza di custodia cautelare in carcere annullata anche nei confronti di Emiliano Palamara, 48 anni, di Parghelia, difeso dall’avvocato Filippo Accorinti. Palamara, in concorso con Francesco Pungitore, è accusato del reato di estorsione aggravata dalle finalità mafiose ai danni di Roberto Mazzocca, gestore del ristorante “Texas F2” di Parghelia che sarebbe stato costretto a fornire a Palamara consumazioni quotidiane di alcolici ed altro per un importo di 70 euro giornaliere.

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Emiliano Palamara avrebbe altresì costretto Mazzocca ad effettuare – per circa otto giorni – una fornitura di generi alimentari per un valore di circa 800,00 euro, in occasione della morte del genitore Palamara Felice, senza corrispondere il prezzo dovuto, così procurandosi un ingiusto profitto, con correlativo danno per il Mazzocca.

Altra estorsione gli viene poi contestata nei confronti di Pasqualino Niglia, operante nella pasticceria del fratello Niglia Emilio (esercizio commerciale sito in Parghelia, piazza Ruffa) che sarebbe stato costretto a fornirgli – per un periodo di circa tre mesi – consumazioni pressoché quotidiane di alcoolici ed altro, nonché una torta per la festa del diciottesimo compleanno di uno dei figli, per un importo complessivo di circa 200 euro, senza pagare il corrispettivo dovuto, così procurandosi un ingiusto profitto, con correlativo danno per la vittima.

Estorsione anche ai danni di Mazzitelli Domenico, gestore del bar/pasticceria denominato “da Pepe” (sito in Parghelia su corso Vittorio Emanuele, n. 51) che sarebbe stato costretto a fornirgli consumazioni pressoché quotidiane di alcoolici ed altro, per un importo complessivo di diverse migliaia di euro, senza pagare il corrispettivo dovuto.



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