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Il 54enne nel dicembre scorso ha però nel frattempo ottenuto la totale rimessione in libertà e dal 24 febbraio anche la revoca dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

Cronaca

E’ stato giudicato “inammissibile” dalla sesta sezione della Cassazione il ricorso di Pantaleone Pelaia avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale del Riesame di Catanzaro l’8 settembre scorso ha confermato l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia che aveva applicato al 54enne di Limbadi la misura degli arresti domiciliari in quanto colto in flagranza dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e rissa.

Una maxi-rissa era scoppiata nell’agosto scorso a colpi di bastone fra due opposti nuclei familiari. Due persone erano state costrette a ricorrere alle cure dei sanitari ed erano stati trasportati in ospedale a Vibo. Per uno si era reso necessario anche un intervento chirurgico. Per i giudici della Cassazione, al momento dell'arrivo dei carabinieri, era in atto un vero e proprio scontro tra due fazioni - da una parte il ricorrente, Francesco Pelaia e Francesco Aquilano - e, sul fronte opposto, Giuseppe e Saverio Aquilano, colti "nell'atto di sferrarsi violenti calci e pugni e strattonarsi continuativamente l'uno con l'altro". Tutti elementi apprezzati dal Tribunale come idonei a smentire la deduzione della natura difensiva delle condotte poste in essere dal ricorrente.

Nessuna legittima difesa, dunque, da parte di Francesco Pelaia la cui reazione secondo i giudici avrebbe travalicato lo scopo difensivo. Per la Suprema Corte, inoltre, il Tribunale ha correttamente valutato la sussistenza del pericolo, “concreto e attuale”, che Pantaleone Pelaia, “già gravato di precedenti penali, reiteri reati dello stesso genere, evidenziando che la violenza esplosa in occasione della rissa trova la sua radice in preesistenti risentimenti che oppongono il ricorrente alla famiglia Aquilano”, oltre alla circostanza che il ricorrente Pelaia ha opposto resistenza anche ai carabinieri.

Pantaleone Pelaia resta in ogni caso libero poichè nelle more del giudizio della Cassazione, il 26 dicembre scorso il Tribunale monocratico di Vibo Valentia, accogliendo un'istanza avanzata dall'avvocato Guido Contestabile, ha sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con l'obbligo di presentazione per due volte alla settimana alla polizia giudiziaria, mentre il 24 febbraio scorso anche tale misura è stata revocata. 

Lacnews24.it
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