Vibo: Emiliano Russo interrompe la sua protesta dinanzi al Tribunale

Il musicista di Limbadi lunedì aveva iniziato lo sciopero della fame incatenandosi su corso Umberto per ottenere il rimpatrio delle sue due figlie trattenute in Slovacchia dalla madre

Il musicista di Limbadi lunedì aveva iniziato lo sciopero della fame incatenandosi su corso Umberto per ottenere il rimpatrio delle sue due figlie trattenute in Slovacchia dalla madre

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Ha interrotto la sua protesta e lo sciopero della fame il 41enne Emiliano Russo, il musicista di Limbadi che da lunedì mattina si era incatenato su corso Umberto I, quasi dinanzi l’ingresso del Tribunale, per richiamare l’attenzione delle Istituzioni sul suo caso di padre “disperato”. Un padre che non vede le sue bambine Demi e Dafne da tre anni e mezzo trattenute dalla madre in Slovacchia. La protesta è stata interrotta nella tarda serata di ieri dopo che Emiliano Russo è stato ascoltato in Questura dal questore, Filippo Bonfiglio, e dal dirigente Livio Petralia.

La speranza, ora, è che Emiliano Russo possa riabbracciare al più presto le sue due bambine e possa ritornare ad essere padre a tutti gli effetti. Anche la Prefettura di Vibo Valentia non è rimasta a guardare ed ha attivato tutte le procedure per ottenere il rimpatrio delle due bimbe. Emiliano Russo, vittima di sottrazione di minori ad opera della moglie slovacca, non ha mancato di ringraziare i poliziotti della Questura di Vibo per il grande senso di umanità dimostrato per il suo caso. Accanto a lui si è stretta tutta la comunità di Limbadi ed i tanti amici, ma anche tantissimi vibonesi che si sono fermati per ascoltarlo ed esprimergli solidarietà ed affetto.

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