lunedì,Settembre 20 2021

Vibo-Pizzo, quel cavalcavia inutile e pericoloso che non si riesce ad abbattere – Video

L’Anas attende dal settembre scorso il nullaosta da parte di Rfi, società dello stesso gruppo che però tarda a rispondere. Ennesimo paradosso burocratico che mette a repentaglio la sicurezza

Vibo-Pizzo, quel cavalcavia inutile e pericoloso che non si riesce ad abbattere – Video
Il cavalcavia che Anas vuole demolire

Anas chiama, Rfi sembra non rispondere e il ponte sulla Statale 182 rimane malridotto e fonte di potenziale pericolo per gli automobilisti. Ci sono novità, e non sono belle, sullo stato del cavalcavia nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo e raccontano di un’autorizzazione alla demolizione che la società delle strade chiede alla consorella che si occupa di treni. C’è un carteggio che risale al settembre scorso in cui Anas illustra anche al Comune di Vibo Valentia gli interventi che intende fare per mettere in sicurezza prospettando però la convenienza ad abbatterla. Il sovrappasso pericoloso che Anas considera inutile confina con l’area dello scalo ferroviario ed è proprio ad Rfi che la società autostradale continua a chiedere il nullaosta per poter demolire il manufatto, finora inutilmente.

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Il ponticello rimane così pericolante, inutilizzato dai proprietari delle case e da Rfi che ormai accede all’area dalla parte bassa. In realtà, l’Anas, sulla strada che è trafficatissima perché nevralgica nei collegamenti con la fascia costiera da Pizzo a Tropea, dà conto di essere intervenuta sull’altro cavalcavia già al centro di una nostra inchiesta. Nel farlo ammette che la Polizia municipale di Vibo è stata allertata e indotta al sopralluogo proprio dopo i nostri servizi tanto che sono oggi evidenti gli interventi di manutenzione straordinaria con il rifacimento degli intonaci e, alla base del manufatto, anche con la posa di tubature che evitino future infiltrazioni d’acqua. Dei due ponti “malati”, dunque, uno è guarito mentre l’altro è ancora morente per via di due società, che fanno parte dello stesso gruppo, che non si parlano come dovrebbero. Beffarda condizione che prolunga l’agitazione per chi percorre la strada e teme per il crollo di altri calcinacci.

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