Droga: operazione “Eolo”, condanne definitive per due vibonesi

L’inchiesta era partita dopo diverse richieste di aiuto da parte dei genitori di giovani tossicodipendenti. Lo spaccio a Vibo Marina, Bivona e Porto Salvo

L’inchiesta era partita dopo diverse richieste di aiuto da parte dei genitori di giovani tossicodipendenti. Lo spaccio a Vibo Marina, Bivona e Porto Salvo

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Detenzione, cessione e spaccio di cocaina. Queste le accuse per le quali la Cassazione, ritenendo inammissibili i ricorsi delle difese, ha confermato la condanna a 2 anni e 2 mesi ciascuno nei confronti di Saverio Meddis, 29 anni, di Vibo Valentia, e Francesco Lo Bianco, 43 anni, di Porto Salvo, emessa il 7 aprile 2014. In primo grado, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, i due imputati il 5 febbraio 2013 erano stati condannati dal gup di Vibo Valentia a 6 anni di reclusione a testa.

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La vicenda giudiziaria finita all’esame della Cassazione costituisce uno stralcio dell’operazione denominata “Eolo” con la quale i carabinieri il 16 aprile 2012 hanno disarticolato una rete di spacciatori attivi a Vibo Marina, Bivona e Porto Salvo. Centinaia gli episodi di spaccio (marijuana, cocaina e hashish) ricostruiti dai militari dell’Arma con il coordinamento del pm Michele Sirgiovanni. 

L’inchiesta era iniziata dopo diverse richieste di aiuto da parte di alcuni genitori di persone tossicodipendenti. Le indagini dei carabinieri della Stazione di Vibo Marina, dirette dal maresciallo Riccardo Astorina, hanno così permesso di scoprire come il commercio illegale avvenisse praticamente ovunque: dalle vie centrali alla periferia di Vibo Marina, dai bar ai cortili dei condomini e anche recapitando le dosi a domicilio. L’operazione “Eolo” aveva complessivamente coinvolto 13 persone.