Corruzione e processo al clan Soriano, libera l’avvocato Tassone

Il Riesame ha annullato i domiciliari. Fra le contestazioni, in concorso con il giudice Petrini, pure la mancata acquisizione del verbale del pentito Emanuele Mancuso
Il Riesame ha annullato i domiciliari. Fra le contestazioni, in concorso con il giudice Petrini, pure la mancata acquisizione del verbale del pentito Emanuele Mancuso
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Marzia Tassone

Il  Tribunale del Riesame di Salerno ha annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari ed ha rimesso in libertà l’avvocato del foro di Catanzaro Marzia Tassone, 33 anni, di Davoli, con studio legale a Soverato, coinvolta nell’operazione “Genesi”, che lo scorso 15 gennaio ha svelato un presunto giro di corruzione tra giudici, avvocati e professionisti. Tra gli arrestati anche Marco Petrini, ex presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro e presidente della commissione tributaria. Difesa dagli avvocati Valerio Murgano e Antonino Curatola, a Marzia Tassone vengono contestati quattro episodi di presunta corruzione in atti giudiziari in concorso con il giudice  Marco Petrini, con il quale avrebbe avuto una relazione sentimentale. [Continua dopo la pubblicità]

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Fra le contestazioni, anche una decisione riguarda anche il processo d’appello contro il clan Soriano di Filandari – nato dall’operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata “Ragno” – nel mirino della Dda di Salerno che ha elevato un apposito capo di imputazione nei confronti dell’ex presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini, e dell’avvocato Marzia Tassone.  

Marco Petrini

Secondo l’accusa, Marco Petrini – quale presidente della Corte d’Appello di Catanzaro nel processo “Ragno” (celebrato in primo grado a Vibo) contro il clan Soriano di Filandari – dopo aver rigettato all’udienza del 14 gennaio dello scorso anno la richiesta della Procura generale (Pg Raffaella Sforza) di acquisire al processo i verbali del nuovo collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso (rampollo dell’omonimo clan di Limbadi), ritenendoli “irrilevanti ed inconferenti  rispetto ai capi d’imputazione”, avrebbe ricevuto dall’avvocato Marzia Tassone (che difendeva e difende alcuni imputati del processo “Ragno”) prestazioni sessuali. Secondo l’accusa, il giudice non si sarebbe astenuto nel decidere sul processo “Ragno” contro i Soriano nonostante la Tassone fosse la sua “amante stabile”. Due delle prestazioni sessuali – secondo gli inquirenti ed il capo di imputazione – sarebbero state “documentate nel corso delle investigazioni” e sarebbero avvenute l’1 marzo dello scorso anno negli uffici della commissione tributaria provinciale di Catanzaro ed il 7 marzo 2019. Il giudice avrebbe inoltre promesso aiuto all’avvocato per la difesa di Giuseppe Gualtieri, imputato dinanzi al Tribunale di Catanzaro per duplice omicidio in danno di Francesca Petrolini e Rocco Bava, avvenuto a Davoli il 23 dicembre 2018. Il giudice Petrini è poi accusato di aver concorso con l’avvocato Tassone – in data 4 giugno 2019 – alla predisposizione di un’istanza di revoca di una misura cautelare nell’ambito di un processo per spaccio di droga pendente in Appello.

Gli avvocati di Marzia Tassone hanno tuttavia contestato tale ricostruzione e l’applicazione della misura cautelare agli arresti domiciliari che è stata ora annullata dal Riesame con la remissione in libertà del legale.

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