Assolto in Tribunale a Vibo dall’accusa di maltrattamenti in famiglia

Contro l’imputato le dichiarazioni dell’ex moglie e della figlia che avevano chiesto anche il risarcimento dei danni
Contro l’imputato le dichiarazioni dell’ex moglie e della figlia che avevano chiesto anche il risarcimento dei danni
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Nessun reato di maltrattamenti in famiglia. Il Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Chiara Sapia, ha infatti assolto l’imputato, residente in un centro del Vibonese, ritenendo l’accusa infondata. Le contestazioni si basavano sulle dichiarazioni dell’ex moglie e della figlia appena maggiorenne. Il pm, nel rassegnare le proprie conclusioni, aveva chiesto la condanna dell’imputato ad un anno di reclusione, mentre le parti civili (ex moglie e figlia) avevano formulato una richiesta di risarcimento danni pari a circa 35mila euro. L’incubo dell’uomo era iniziato nel 2012, proprio nella fase di separazione dalla moglie, con la quale aveva avuto due figlie. La donna infatti aveva denunciato, in più occasioni, raccontando di essere stata malmenata, offesa, minacciata ed abbandonata dal marito, accusando lo stesso di aver anche violato gli obblighi di assistenza familiare prima e dopo la separazione. Tra l’altro, l’imputato si è dovuto difendere anche dalla gravissima accusa di aver inferto lesioni sulla figlia primogenita, all’epoca dei fatti minorenne. Il quarantasettenne, difeso dall’avvocato Luigi La Scala, si è sempre proclamato innocente, con il Tribunale di Vibo Valentia che ha ora accolto totalmente la tesi sostenuta dal legale, secondo il quale le dichiarazioni dell’ex moglie e della figlia dovevano essere ritenute ingannevoli (le prime) e conseguenza di una manipolazione le seconde. 

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