Avvicendamento al vertice della Squadra Mobile: Tito Cicero lascia Vibo per Catania

Molte le operazione portate a termine dal dirigente di Ps in un anno e mezzo. Al suo posto il commissario capo Giorgio Grasso, proveniente da Bergamo dove indagò sul delitto di Yara Gambirasio

Molte le operazione portate a termine dal dirigente di Ps in un anno e mezzo. Al suo posto il commissario capo Giorgio Grasso, proveniente da Bergamo dove indagò sul delitto di Yara Gambirasio

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Il dirigente di Ps Tito Cicero

Dopo un anno e mezzo di permanenza a Vibo Valentia, il dirigente della Squadra mobile, vicequestore aggiunto Tito Cicero, è stato trasferito alla Questura di Catania, ove prenderà servizio a partire da domani 3 maggio.

«Il periodo di permanenza del dottor Cicero alla guida della Mobile – si legge in una nota della Questura vibonese – è stato contraddistinto dal compimento di significative operazioni di polizia giudiziaria che hanno dato l’esatta misura delle sue non comuni doti professionali. Sotto la sua guida, la Squadra mobile ha duramente colpito il clan Mancuso di Limbadi e le consorterie satelliti degli Accorinti, La Rosa e Il Grande, attive nei comuni della costa vibonese, con l’operazione nota come “Costa Pulita” che nell’aprile 2016 ha portato dietro le sbarre ventidue persone per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e altri gravi delitti. Anche il clan dei “Piscopisani”, contrapposto ai Mancuso, è stato colpito nel gennaio di quest’anno, con l’arresto per estorsione e lesioni aggravate dalle modalità mafiose dei sodali Rosario Mantino e Rosario Tavella».

L’impegno sul territorio di Tito Cicero ha condotto all’arresto di latitanti di primissimo piano tra i quali, nel gennaio del 2016, l’affiliato ai Santaiti di Seminara (Rc) Antonio Cilona, condannato all’ergastolo per associazione mafiosa e omicidio, sorpreso in un resort di Parghelia. Non meno importante l’arresto di Francesco Giuseppe Bonavita, resosi latitante per sfuggire ad ordinanza cautelare per associazione mafiosa e altro scaturita dall’operazione Costa Pulita e rintracciato a Praga il 14 luglio scorso dagli uomini del capo della mobile vibonese. Il 21 dello stesso mese a Monterosso è stato poi scovato e arrestato in un casolare di Monterosso Giuseppe Alvaro, anch’egli gravemente indiziato del delitto associativo mafioso, esponente di primissimo piano dell’omonima cosca di Sinopoli (Rc).

Innumerevoli, poi, le operazioni antidroga, che hanno portato al sequestro di grandi quantitativi di stupefacente e alla distruzione di estese piantagioni di canapa indiana in tutta la provincia. Quattordici ancora gli scafisti sottoposti a fermo di indiziato di delitto in occasione di 8 diversi sbarchi di profughi avvenuti al porto di Vibo Marina tra il mese di luglio 2016 ed il febbraio di quest’anno. Importante anche l’operazione “Settimo Cerchio”, scattata sulla scorta di un’indagine per omicidio, che nello scorso novembre ha portato a sgominare un giro di prostituzione minorile in cui è finito anche un parroco.

Tito Cicero sarà sostituito dal commissario capo Giorgio Grasso, trentatrè anni, laureato in Giurisprudenza, dirigente della Squadra mobile della Questura di Bergamo, ove in passato ha ricoperto anche l’incarico di dirigente delle Volanti e della Digos. Noto il suo impegno nelle indagini sull’omicidio della giovanissima Yara Gambirasio, culminate nell’arresto di Massimo Bossetti.