Briatico, licenziati quattro operatori ecologici: è protesta

Lo Slai Cobas pronto alla mobilitazione: «Sit-in davanti al Comune il prossimo giovedì»
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Comune di Briatico
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Giornate di agitazione per i lavoratori impegnati nella raccolta rifiuti a Briatico. A raccontare quanto sta accadendo in queste ore, una nota dello Slai Cobas, a firma del responsabile provinciale Nazzareno Piperno. A seguito di un confronto tra il Comune retto dai commissari prefettizi e la società Muraca si sarebbe giunti al licenziamento di quattro dipendenti della ditta: «A scadenza dell’appalto e nelle more dello svolgimento della gara per la nuova aggiudicazione, i commissari, per non interrompere il servizio che tutti sappiamo essere essenziale, avrebbero proposto alla Muraca la proroga del servizio. L’azienda avrebbe accettato di continuare ad una condizione: consentire il licenziamento di alcuni lavoratori, alleggerendo l’organico previo lo “scorporo” per così dire di alcuni servizi ed il mantenimento di altri».

«Diciamo presumibilmente – scrive lo Slai Cobas – perché tutto è avvolto nelle nebbie che speriamo, la richiesta di accesso agli atti già protocollata dalla nostra organizzazione possa aiutare a dissipare». Piperno riferisce inoltre che, dall’oggi al domani, alcuni operatori si sarebbero ritrovati improvvisamente in mezzo ad una strada anche se «l’azienda poteva, in base alla normativa vigente, essere costretta a continuare in regime di proroga alle stesse condizioni di prima».

A giudizio del sindacato lo «“scorporo” di alcuni servizi – che a fronte della riduzione del canone pagato ha aperto la strada agli odierni licenziamenti – è tutta una scusa.  Il personale residuo ora viene utilizzato per la raccolta salvo essere poi mandato allo spazzamento». Sullo stato di agitazione già denunciato nelle scorse ore, Piperno promette battaglia: «Ci sarà un seguito e non solo nei Tribunali, con i lavoratori che a cominciare da giovedì 12 marzo effettueranno un presidio innanzi la sede municipale per protestare con forza contro l’assurda situazione che, per responsabilità di tutti, azienda e Comune, si è venuta a creare a loro esclusivo danno».

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