mercoledì,Luglio 28 2021

Pandemia non ferma la Procura di Vibo, Falvo: «Presto novità sui casi Chindamo e Sorrentino»

Il procuratore della Repubblica prosegue il suo lavoro di riorganizzazione dell’ufficio e preannuncia importanti sviluppi sui due casi di cronaca. Quindi avverte: «Massima attenzione anche sui reati ambientali»

Pandemia non ferma la Procura di Vibo, Falvo: «Presto novità sui casi Chindamo e Sorrentino»
Il procuratore della Repubblica di Vibo Camillo Falvo

L’emergenza sanitaria determinata dal coronavirus rallenta il funzionamento della macchina della giustizia ma non blocca le attività d’indagine coordinate dalle Procure che, anzi, vanno avanti spedite verso gli obiettivi prefissati. Come a Vibo Valentia, dove il procuratore della Repubblica Camillo Falvo – insediatosi a capo dell’ufficio alla vigilia dell’imponente operazione Rinascita-Scott del dicembre scorso – porta avanti l’opera di riorganizzazione di una Procura di frontiera, baluardo nella lotta contro alcune delle consorterie mafiose più potenti e pervicaci al mondo e in territorio storicamente attraversato da un’illegalità strisciante che spazia dai reati contro la persona e il patrimonio a quelli ambientali.

«Sta andando bene», afferma Falvo davanti all’obiettivo di Pietro Comito che lo intervista per la puntata di LaC Dossier dedicata alla tragedia del camping Le Giare di Soverato (in onda ieri su LaC Tv). «Il procuratore mancava da un po’ di tempo qui a Vibo – aggiunge – e ora stiamo cercando di mettere a posto le cose, definendo i progetti organizzativi. La stiamo facendo diventare una Procura moderna». [Continua dopo la pubblicità]

L'imprenditrice scomparsa Maria Chindamo
Maria Chindamo

Attenzione massima ai casi di cronaca d’interesse nazionale, come quelli riguardanti la scomparsa dell’imprenditrice Maria Chindamo e la morte della turista campana Anna Maria Sorrentino. Sviluppi a breve? «Mi auguro di sì – risponde Falvo -. Ci stiamo lavorando e nel giro di poco tempo, sia per l’uno che per l’altro caso, riusciremo ad avere qualcosa di più concreto. Ci stiamo lavorando», ribadisce.

Quindi il passaggio sulle storiche emergenze del territorio: dalla sanità malata ai reati ambientali. «Da quando sono arrivato non si sono verificati casi di malasanità, ma credo che la sanità vibonese presenti problematiche comuni ad altre realtà della Regione e che, in questo periodo soprattutto, occorra essere molto attenti. Sull’aspetto idrogeologico – prosegue Falvo – ho iniziato a riscontrare i primi problemi seri e ho già fatto qualche sopralluogo. Essendomi occupato negli anni di vari  procedimenti in materia di dissesto idrogeologico sono particolarmente sensibile alla questione. Abbiamo un territorio molto fragile – conclude -, aggravato da un’urbanistica selvaggia che lo ha messo in ulteriore pericolo».

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