Carabinieri, nominato il nuovo comandante della Stazione di Sant’Onofrio

Si tratta del maresciallo vibonese Domenico Fazzari. La postazione era vacante da circa dieci mesi, la nomina è giunta d’autorità da parte del Comando di corpo dell’Arma

Si tratta del maresciallo vibonese Domenico Fazzari. La postazione era vacante da circa dieci mesi, la nomina è giunta d’autorità da parte del Comando di corpo dell’Arma

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La Stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio

Dallo scorso lunedì, la Stazione dei Carabinieri di Sant’Onofrio ha un nuovo Comandante. Erano ormai dieci mesi che uno degli avamposti più sensibili dell’Arma nella lotta alla criminalità locale rimaneva vacante della sua guida.

E così, il Comando di corpo della Benemerita ne ha decretato, con un atto d’autorità, l’assegnazione ad un titolare. Si tratta del maresciallo aiutante, sostituto ufficiale di pubblica sicurezza, Domenico Fazzari. A dire il vero, già da tre mesi, l’Arma provinciale gli aveva, provvisoriamente, affidato l’incarico, tant’è che per le vie dei due piccoli centri di Sant’Onofrio e Stefanaconi la sua presenza era già stata notata dalla comunità.

Quarantadue anni, originario del Vibonese, una laurea magistrale in Giurisprudenza, un master in Storia e Filosofia del Diritto, oltre alla laurea “di base” in Scienze dell’Amministrazione, già alle dirette dipendenze del Comando provinciale di Vibo Valentia, il maresciallo Fazzari si è occupato per oltre un decennio dell’attività informativa della provincia.

Da qui la sua profonda conoscenza del territorio e delle relative dinamiche criminali. La sua oltre ventennale presenza tra le fila dell’Arma, nella quale si è arruolato giovanissimo e che lo ha visto raggiungere in breve tempo il grado apicale del ruolo di appartenenza, lo ha anche visto impegnato in precedenti esperienze di comando in Basilicata e, da vicecomandante della Stazione Carabinieri di Tropea.

«Nonostante l’incarico sia arrivato di autorità ed inaspettatamente – ha detto il Maresciallo Fazzari – il mio impegno sarà totale, sia a favore della comunità di cui l’Arma mi ha dato la fiducia e l’onore di servire, sia nei confronti delle donne e degli uomini che collaborano con me nel quotidiano».