Armi per uccidere Pugliese a Vibo, obbligo dimora per 42enne di Piscopio

Lascia i domiciliari la donna arrestata a febbraio per concorso nella detenzione di due pistole che dovevano essere usate dalla ‘ndrina dei Pardea per eliminare Saro Cassarola
Lascia i domiciliari la donna arrestata a febbraio per concorso nella detenzione di due pistole che dovevano essere usate dalla ‘ndrina dei Pardea per eliminare Saro Cassarola
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Rosario Pugliese (latitante)

Lascia gli arresti domiciliari per l’obbligo di dimora Maria Piperno, 42 anni, di Piscopio, arrestata nel febbraio scorso nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro finalizzata a sottrarre alla ‘ndrina dei Pardea di Vibo Valentia le armi che dovevano essere usate per compiere un agguato contro Rosario Pugliese, detto Cassarola, anche lui di Vibo Valentia ed attualmente irreperibile dopo l’operazione antimafia “Rinascita-Scott”. Maria Piperno era stata posta agli arresti domiciliari il 5 febbraio scorso dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Marina Russo, la quale dopo la convalida aveva trasmesso gli atti per competenza funzionale alla Dda di Catanzaro per via delle aggravanti derivanti dalle finalità mafiose in ordine alla detenzione illegale di due pistole ed un giubbotto antiproiettile.

La Dda aveva quindi chiesto al competente gip distrettuale, Barbara Saccà, l’emissione di una nuova ordinanza di custodia cautelare, questa volta in carcere. Il gip l’aveva concessa ai domiciliari con l’aggravante delle finalità mafiose.
Il Tribunale del Riesame, in accoglimento di un ricorso dell’avvocato Giosuè Monardo, ha ora disposto la sostituzione della misura con l’obbligo di dimora. Insieme a Maria Piperno, nell’inchiesta della Dda e dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia sono coinvolti Francesco Antonio Pardea, 34 anni, di Vibo Valentia, Marco Ferraro, 23 anni, di Vibo Valentia, Filippo Di Miceli, 49 anni, di Piscopio, marito della Piperno – già tratti in arresto nell’operazione “Rinascita-Scott” e tutti ritenuti appartenenti al “locale” di ‘ndrangheta di Vibo Valentia (‘ndrina Pardea detti “I Ranisi“).  

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