Vibo, celebrazioni sobrie per il 168esimo anniversario della Polizia

Breve ma significativa cerimonia nella Scuola allievi agenti del capoluogo. Il questore Gargano: «Grazie a chi è in prima linea in questa emergenza»
Breve ma significativa cerimonia nella Scuola allievi agenti del capoluogo. Il questore Gargano: «Grazie a chi è in prima linea in questa emergenza»
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Un'immagine dell'ultima festa della Polizia alla Scuola allievi agenti di Vibo
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Ricorre oggi il 168° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. La data, ormai da qualche anno fissata nel 10 aprile coincidente con il giorno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge 121/81 di riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, «rappresenta per ogni appartenente all’Istituzione una giornata di memoria e di condivisione, anche con la cittadinanza, delle attività svolte da ciascuna articolazione della Polizia di Stato nelle varie province».

Alla luce dell’attuale emergenza epidemiologica, quest’anno, su tutto il territorio nazionale, avranno luogo cerimonie improntate alla massima sobrietà, evitando assembramenti che costituiscono il maggiore rischio di trasmissione del virus e rispettando le misure imposte per limitare i contagi. [Continua]

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Alzabandiera alla Scuola di polizia

Infatti, questa mattina, nel piazzale della Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia, alla presenza del Prefetto e del Questore, nel corso di una breve e semplice commemorazione, per la quale non è stata prevista la presenza del picchetto d’onore, al termine della cerimonia dell’alzabandiera, è stata deposta una corona al monumento dedicato ai caduti della Polizia di Stato. Grande la commozione dei pochi presenti, soprattutto quando un poliziotto ha intonato con la tromba le note del silenzio, che hanno ricordato le vite spezzate di molti colleghi o di loro familiari, ma anche quelle di migliaia di italiani deceduti a causa del Covid-19.

Inoltre, attesa la coincidenza di questa giornata di festa con il Venerdì Santo di Quaresima, l’Assistente Spirituale della Polizia di Stato della provincia ha coinvolto i presenti in un momento di raccoglimento e di preghiera.

Anche quest’anno sono pervenuti messaggi di vicinanza agli uomini e alle donne della Polizia di Stato dal presidente della Repubblica e dal ministro dell’Interno. Particolarmente significativi alcuni passaggi del messaggio inviato dal Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica sicurezza, Franco Gabrielli:“…ecco cosa siamo chiamati ad essere: compagni al fianco dei nostri concittadini in quella che si preannuncia una maratona, con lunghe salite. E le nostre comunità hanno capito questo impegno. Ho visto sui social network più di un filmato in cui dai balconi e dalle finestre delle abitazioni si applaude e si saluta al passaggio di una volante, consapevoli che quando tutti stanno a casa noi siamo per le strade, a rischio della nostra stessa incolumità…Ecco dunque cosa celebriamo oggi. La certezza di essere parte di una comunità che ci lega tutti. Con questa consapevolezza vi ringrazio per quello che avete fatto sin ora e per quello che farete, dandovi appuntamento, quando tutto questo sarà passato, alle prossime celebrazioni di nuovo nelle nostre piazze, tra i nostri cittadini”.

Il questore Gargano e il prefetto Zito

Il questore Annino Gargano, «consapevole dell’impegno che i suoi uomini e donne stanno profondendo a Vibo Valentia, non consentendogli le attuali circostanze di incontrare personalmente tutti i poliziotti della provincia, ha voluto far sentire la sua vicinanza, rivolgendo loro un pensiero trasfuso in una lettera aperta che ha fatto pervenire a ciascuno che, qui di seguito, si riporta integralmente:

Carissimi,
ricorre oggi il 168° anniversario della fondazione della nostra gloriosa Istituzione. In questi drammatici giorni che stiamo vivendo con difficoltà e con lo sgomento nel vedere un intero Paese che combatte contro un nemico subdolo, ho apprezzato la risposta immediata e lo spirito di adattamento oltre che l’equilibrio, la fermezza e l’umanità che siete riusciti a mettere in campo.

L’attuale emergenza, infatti, ha comportato per tutti noi la necessità di un repentino adattamento dell’intera organizzazione e della capacità di risposta alle imprescindibili esigenze di protezione del cittadino nello svolgimento dei servizi, completamente imprevisti, volti ad evitare il diffondersi dei contagi e per contrastare, sin da subito e con tutte le componenti della squadra – Stato, i nuovi scenari criminali nei quali soprattutto la criminalità di stampo mafioso tenta di inserirsi.

Per questo, guardandovi negli occhi, vorrei stringere la mano a ciascuno di voi ma, purtroppo, non posso, anzi, non devo farlo.

Ricorro così a questa lettera per esprimervi i miei sentimenti di gratitudine non solo per tutto il lavoro fin qui svolto, unitamente al personale dell’amministrazione civile dell’Interno, ma anche per l’impegno che continuerete a mettere nelle sfide, altrettanto difficili, che ci attendono nei giorni a venire con la certezza che proprio questo impegno ci darà la forza, tutti insieme, di farcela.

Ed è a maggior ragione in questi momenti che va il nostro pensiero grato ai caduti della Polizia di Stato nell’adempimento del dovere e a tutti i colleghi che non ci sono più con i quali abbiamo condiviso sacrifici e preoccupazioni ma anche soddisfazioni per quanto di buono avevamo fatto.

Un caro saluto va anche ai nostri pensionati, per i quali vale l’assunto “si è poliziotti sempre”, nonché ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali che non hanno fatto mai mancare il loro importante contributo.

Concludo richiamando le parole scritte nella nostra Costituzione all’art. 54 per le quali siamo chiamati a svolgere le nostre funzioni pubbliche con “onore e disciplina”.

Orgoglioso di essere il vostro Capo, vi stringo forte tutti. Viva la Polizia di Stato. Viva l’Italia.                                                                                                                      Annino Gargano