Reprimenda del vescovo di Mileto ai sacerdoti: «Basta processioni trasformate in passerelle»

La statua del santo patrono su un camioncino per le strade di un paese del Vibonese senza autorizzazione. Ecco le regole per messe, cresime e comunioni. Feste religiose sospese per tutta l’estate
La statua del santo patrono su un camioncino per le strade di un paese del Vibonese senza autorizzazione. Ecco le regole per messe, cresime e comunioni. Feste religiose sospese per tutta l’estate
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Il vescovo Luigi Renzo
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Assume i toni della dura reprimenda, l’ultima notificazione inviata dal vescovo Luigi Renzo ai sacerdoti della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Almeno nei confronti di alcuni di essi e, soprattutto, nella parte finale. “Voglio aggiungere – si legge, infatti, nelle ultime righe della missiva del presule – che mi è venuto all’orecchio che qualcuno, di propria iniziativa e senza autorizzazione, ha portato in processione su camioncino per le strade del paese la statua del santo patrono pur senza popolo. Lasciatemelo dire: è una vera pagliacciata inutile, offensiva del valore della pietà popolare e del senso della processione. Questa deve essere una pubblica manifestazione di fede vissuta nella preghiera, non una passerella della statua come se fosse un feticcio da riverire. Spero che prevalga sempre il buon senso pastorale, non l’istintività, che non è mai educativa”.

A questo – come se non bastasse – si aggiunge l’ulteriore richiamo del vescovo ai propri sacerdoti sul tema della distribuzione dei sussidi per l’emergenza Covid-19, con tanto di richiesta “ad essere collaborativi evitando certi pettegolezzi anche via social, che non aiutano nessuno e creano solo confusione. Tutti siamo impegnati per un servizio ottimale. Se avete idee migliori, fatele presenti”. L’ultima lettera di monsignor Renzo, ad ogni modo, arriva dopo il protocollo sottoscritto dalla Conferenza episcopale italiana e dal Governo nazionale “per la ripresa delle celebrazioni con il popolo” e al termine della prolungata fase di lockdown. “Speravo di non tediarvi ancora con un’altra notificazione (la numero 8) – afferma all’inizio della missiva il presule – ma la sollecitazione di alcuni di voi e la necessità di dare indicazioni uniformi sui comportamenti da tenere in questa nuova fase della pandemia e nella prossima estate, mi ha convinto a scrivervi ancora.
Non essendoci state nel frattempo indicazioni applicative nuove da parte della Segreteria della Cei, vi invito, come del resto state facendo, ad attenervi strettamente alle prescrizioni del Protocollo sulle prossime celebrazioni liturgiche in chiesa con la partecipazione dei fedeli a partire dal 18 maggio prossimo, sia pure in numero circoscritto all’ampiezza e alle possibilità della chiesa parrocchiale. Se dovessero esserci richieste più numerose del consentito, come è prevedibile, da parte dei fedeli, prevedete la celebrazione festiva di una seconda messa. Anche per il controllo degli ingressi in chiesa e per la distribuzione della comunione non allontanatevi dal prescritto”.

Monsignor Renzo prosegue ribadendo che, intanto, “è chiaro che tutte le celebrazioni e gli incontri diocesani sono per ora soppressi, ivi compreso naturalmente il Corpus Domini diocesano previsto a Mileto per l’11 giugno”. Circa le feste religiose, invece, “dopo aver consultato privatamente la Cei ed in ottemperanza alle norme di sicurezza generali, sono sospese per tutta l’estate e a tempo indeterminato, così come le prime comunioni e le cresime, nella speranza che tutto ritorni sereno in un prossimo futuro”. Quindi, il vero e proprio “j’accuse” nella parte conclusiva di cui abbiamo riferito.

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