Estorsione ai pescatori di Vibo Marina: Rosario Tavella resta in carcere

La Cassazione respinge il ricorso del 27enne arrestato a gennaio. Ad accusarlo c’è anche il pentito Raffaele Moscato

La Cassazione respinge il ricorso del 27enne arrestato a gennaio. Ad accusarlo c’è anche il pentito Raffaele Moscato

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Resta in carcere Rosario Pompeo Tavella, 27 anni, di Vibo Marina, arrestato a gennaio con le accuse di concorso in estorsione aggravata dalle modalità mafiose ai danni di un pescatore e lesioni personali. Rosario Pompeo Tavella era stato bloccato a Padova dove si trovava da qualche tempo per seguire un corso per operatore tecnico subacqueo.

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti respinto il suo ricorso avverso la decisione con la quale il 14 febbraio scorso il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per Tavella dal gip distrettuale.

Secondo le indagini della Squadra Mobile di Vibo Valentia, con il coordinamento della Dda di Catanzaro, il 13 giugno 2015 due persone avrebbero partecipato – armate di bastoni – all’aggressione nei confronti di un pescatore. Le condotte di violenza e minaccia in danno delle persone offese sarebbero avvenute all’interno del porto di Vibo Marina al fine di costringerle, con metodo mafioso, a consegnare quantità di pescato senza il versamento del corrispettivo.

Rosario Tavella (in foto) è accusato di aver agito in concorso con Rosario Mantino, 42 anni, pure lui di Vibo Marina.

La Cassazione ha ritenuto il ricorso di Rosario Tavella “inammissibile” e “manifestamente infondato” in quanto l’ordinanza del Tribunale del Riesame presenta una motivazione “congrua, non manifestamente illogica e tantomeno contraddittoria”.

Estorsione e lesioni ad un pescatore, arrestato Rosario Mantino (FOTO)

In essa risultano, infatti, ricostruite le emergenze investigative “e tutti gli ulteriori elementi – sottolinea la Suprema Corte – che portano a ritenere come i fatti descritti nell’imputazione preliminare si siano verificati e gli sono riconducibili all’indagato e al complice. Il Tribunale, in particolare, ha evidenziato le condotte minatorie e violente dell’indagato Tavella con l’obiettivo di ottenere la consegna gratuita di parte del pescato, pretesa manifestata anche in precedenza e concretizzatasi nella dazione di cassette di pesce ogni volta che l’imbarcazione delle vittime rientrava nel porto”.

Estorsione e lesioni a pescatori di Vibo Marina, si costituisce un terzo responsabile (NOME/FOTO)

La condotta estorsiva, sottolineano i giudici, è stata posta in essere “in luogo pubblico, alla presenza di numerose persone, addirittura – rimarca la Cassazione e in precedenza il Tribunale del Riesame – nelle vicinanze della Capitaneria di Porto, con esplicito riferimento al controllo illecito e mafioso del mercato ittico di Vibo Marina”. A rafforzare l’impianto accusatorio, le “dichiarazioni delle vittime ed i riscontri intrinseci ed estrinseci di attendibilità costituiti dalle registrazioni del sistema di videosorveglianza installato nei pressi del luogo dell’aggressione, le dichiarazioni testimoniali di persone presenti ai fatti, i danneggiamenti alle auto delle persone offese la notte precedente l’aggressione”.

Secondo la Suprema Corte, infine, solo la misura del carcere può essere idonea a “contenere la carica criminale che deriva dalla vicinanza di Rosario Tavella ad ambienti di criminalità organizzata ed a precludere rapporti con le vittime delle estorsioni”.

Su Rosario Tavella, il collaboratore di giustizia Raffaele Moscato ha invece spiegato che si tratta di “un ragazzo di Vibo Marina che si metteva a disposizione quando gli chiedevo qualche cosa, come ad esempio darmi le chiavi di casa. Insieme a Francesco Fortuna frequentava casa mia – ha dichiarato Moscato – e di mio fratello”. 

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