Traffico di stupefacenti, pena ridotta in Appello per Domenic Signoretta

Nell’ambito del processo “Mediterraneo”, i giudici di Reggio Calabria hanno escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa per il 46enne di Ionadi ritenuto l’armiere dei Mancuso
Nell’ambito del processo “Mediterraneo”, i giudici di Reggio Calabria hanno escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa per il 46enne di Ionadi ritenuto l’armiere dei Mancuso
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La Corte d'Appello di Reggio Calabria
Domenic Signoretta

La Corte d’Appello di Reggio Calabria, seconda sezione penale, ha escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa nel processo “Mediterraneo” che vede imputato per traffico di stupefacenti Domenic Signoretta unitamente a Giuseppe Mancuso, quest’ultimo figlio del boss Pantaleone Mancuso, alias “l’ingegnere”. Signoretta, 46 anni, di Ionadi, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Valerio Spigarelli, si è così visto ridurre la pena a 9 anni e 2 mesi di reclusione. In primo grado era stato condannato a 12 anni.

La sentenza giunge all’esito di un tortuoso iter processuale nel quale la Corte di Cassazione aveva annullato la precedente condanna proprio con riguardo all’aggravante dell’agevolazione mafiosa, fissando dei criteri ai quali oggi si sono adeguati i giudici d’Appello. Signoretta risulta imputato anche a Catanzaro in un altro processo per armi nel quale, anche in questo caso, la Suprema Corte di Cassazione ha annullato per due volte l’aggravante mafiosa disponendo un nuovo processo che il 46enne affronterà in regime di arresti domiciliari.

Signoretta è ritenuto dagli inquirenti e dai collaboratori di giustizia l’armiere del gruppo guidato dal boss di Nicotera Pantaleone Mancuso, detto “l’ingegnere”, e il 19 maggio dello scorso anno è stato oggetto di un attentato avendo ignoti esploso numerosi colpi d’arma da fuoco contro la sua abitazione mentre lo stesso si trovava agli arresti domiciliari.