Rinascita: dissequestrati diversi beni di Domenico Prestia

Decisione del Tribunale del Riesame sul patrimonio del 50enne accusato di far parte del clan Lo Bianco-Barba di Vibo Valentia
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Domenico Prestia

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, sciogliendo la riserva assunta all’udienza camerale del 20 maggio scorso ha disposto, in accoglimento dell’impugnazione cautelare reale interposta dall’avvocato Letterio Rositano del Foro di Palmi, il dissequestro e la restituzione di gran parte dei beni (immobili, mobili, quote societari e rapporti finanziari) riconducibili a Domenico Prestia, 50 anni, di Vibo Valentia, ed ai propri congiunti (moglie e figli, terzi interessati nella procedura ablativa), caduti in sequestro a seguito del provvedimento adottato dal gip distrettuale di Catanzaro nell’ambito dell’indagine “Rinascita-Scott”.

L’avvocato Rositano, attraverso la produzione di una memoria difensiva nonché di numerosi allegati, è riuscito a dimostrare la provenienza lecita dei capitali impiegati per gli investimenti effettuati da Prestia e dal proprio gruppo familiare, vincendo così la presunzione normativa di indebito arricchimento che opera per i soggetti ritenuti partecipi ad associazioni mafiose.

Domenico Prestia, detto “Stranamore”, nell’inchiesta Rinascita-Scott è infatti accusato del reato di associazione mafiosa ed in particolare di far parte del clan Lo Bianco-Barba di Vibo Valentia.

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