Tre anni senza Francesco Prestia Lamberti, Mileto non dimentica

Il 16enne vittima di un agguato da parte di un coetaneo sarà ricordato con una messa all’aperto. Ma restano coni d’ombra su quel tragico fatto di sangue
Il 16enne vittima di un agguato da parte di un coetaneo sarà ricordato con una messa all’aperto. Ma restano coni d’ombra su quel tragico fatto di sangue
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Il cartellone che campeggia all'ingresso di Mileto
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Mileto non dimentica il 16enne Francesco Prestia Lamberti. E non poteva essere altrimenti, visto che il suo efferato omicidio, compiuto da un coetaneo giusto tre anni fa, ha scosso in modo indelebile le coscienze della popolazione. Esso rappresenta une delle pagine più buie dell’ultra millenaria storia di questo territorio. «Sono stato un vero figlio per mio padre, il figlio che mia madre amava tanto, il fratello nei momenti difficili e l’amico che amava in ogni circostanza. Sei sempre nei nostri cuori!». Questa la toccante frase presente sul mega manifesto che in queste ore campeggia imponente su un cartellone pubblicitario all’entrata di Mileto. Poche parole, che ben rappresentano lo strazio e l’amore struggente dei genitori per la perdita del caro figlio, e il dolore dell’intera comunità per un tragico fatto di sangue, che ha strappato prematuramente alla vita un figlio diletto di questa terra.

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Il corpo inerme del povero Francesco fu trovato tra le campagne di Mileto, in località “Vindacitu”. Ad ucciderlo due colpi di pistola sparati da breve distanza: uno indirizzato alla nuca e uno alle spalle. Ad autoaccusarsi in quelle ore dell’omicidio e ad accompagnare i carabinieri sul presunto luogo del delitto fu il 15enne Alex Pititto, poi condannato a 14 anni di reclusione. A rendere ancora più amara la vicenda, il fatto che il delitto sarebbe stato compiuto per futili motivi amorosi, così come affermato dai giudici del Tribunale dei minori di Catanzaro nelle motivazioni di condanna e al momento della sentenza.

Nello specifico, per il sospetto del giovane omicida di una relazione sentimentale fra la vittima ed una ragazzina di cui si era invaghito, tra l’altro ritenuto del tutto infondato. Nonostante la condanna del giovane, tuttavia, tanti sono i coni d’ombra che ancora avvolgono la vicenda. Ad esempio, non è stata mai trovata l’arma del delitto. E il caso non appare chiuso nemmeno per quanto riguarda eventuali complicità e coinvolgimenti di persone terze. Di questo sono certi anche i familiari della vittima, i quali – in primis l’indomita e coraggiosa mamma Marzia Luccisano – con grande compostezza e dignità continuano ancora oggi a chiedere che venga fatta definitivamente giustizia e che il muro di omertà crolli.

Intanto la comunità in queste ore è pronta a raccogliersi in preghiera e a stringersi attorno ai cari del povero Francesco. L’occasione, la messa di suffragio che sarà celebrata in occasione del terzo anniversario della morte in Piazza Badia. La sacra funzione all’aperto è prevista per domani 30 maggio, a partire dalle 18.30.