Cade in casa ma per l’ospedale di Vibo nessuna frattura al femore: la denuncia dei familiari

L’anziano dimesso dopo alcuni punti in testa, dopo una settimana ha scoperto attraverso una Tac all’ospedale di Tropea di dover essere operato alla gamba

L’anziano dimesso dopo alcuni punti in testa, dopo una settimana ha scoperto attraverso una Tac all’ospedale di Tropea di dover essere operato alla gamba

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Aveva fatto ingresso all’ospedale di Vibo Valentia il 29 giugno scorso accompagnato dal 118 dopo la caduta accidentale in casa. Protagonista un anziano di 75 anni di Pizzo Calabro, cardiopatico e con il diabete che ha deciso ora di denunciare il caso, dopo essere stato dimesso ed aver avvertito poi dei nuovi malori che, alla fine, l’hanno portato a scoprire di avere una frattura al femore, tanto che nei prossimi giorni dovrà essere operato a Roma.

L’anziano, attraverso i suoi familiari, ha intrapreso le vie legali per far luce sui presunti ritardi e sulle presunte mancate corrette diagnosi da parte dei medici dell’ospedale di Vibo. Il paziente ha riferito che dopo il trasporto in prima mattinata con un’ambulanza del 118 al Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo, sarebbe stato visitato solo dopo 45 minuti dall’ingresso (con un’estenuante attesa fra i corridoi con la necessità di andare in bagno) e assegnato il “codice verde”. Un codice contestato dai familiari dell’anziano per via delle diverse patologie da cui l’uomo è affetto da anni. Alla fine della visita – la sala raggi avrebbe aperto alle 8.30 del mattino – al 75enne è stata riscontrata una lesione in testa con l’applicazione di due punti di sutura. All’anziano, ancora, è stata fatta anche una radiografia al ginocchio e il referto parla di un traumatismo superficiale, sul viso, sul cuoio capelluto e sul collo, e di una contusione al ginocchio. L’anziano viene quindi dimesso e ritrasportato in ambulanza a casa.

Dopo una settimana, a causa dei continui dolori, la Tac all’ospedale di Tropea e la scoperta di una frattura del femore: l’anziano dovrà essere operato. Ha scelto un ospedale di Roma, non fidandosi più della sanità vibonese e calabrese. I familiari, sull’intera vicenda, hanno deciso di procedere a livello legale e con una denuncia ai carabinieri per fare piena luce sull’accaduto.