Rinascita-Scott, Bartolomeo Arena: «L’avvocato mi chiese la vendita di una pistola»

L’arma sarebbe stata ceduta per 500 euro ed era destinata ad un amico del legale vibonese. Indagini in corso alla ricerca dei riscontri
L’arma sarebbe stata ceduta per 500 euro ed era destinata ad un amico del legale vibonese. Indagini in corso alla ricerca dei riscontri
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Domenico Tomaino

Pistole in vendita ed acquirenti insospettabili. Rischiano di inguaiare anche un avvocato del Foro di Vibo Valentia, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena rese agli inquirenti nell’ambito dell’operazione antimafia Rinascita-Scott. E’ il 30 ottobre dello scorso anno e Bartolomeo Arena in uno dei primi verbali della sua collaborazione si sofferma sulla figura di Domenico Tomaino, 30 anni, alias “U Lupu”, di Vibo Valentia, ed in particolare del suo interesse per un’arma. Per spiegare l’intera vicenda, il collaboratore di giustizia fa il nome di un avvocato che si sarebbe rivolto a Bartolomeo Arena per “ottenere la vendita di una pistola calibro 6,35 per un ragazzo suo conoscente”.

All’epoca io ero attivo in un traffico di armi con persone di Fago di Savini – ricorda Arena – e gli cedetti tale arma al prezzo di 500 euro”. Il collaboratore di giustizia fa anche il nome del ragazzo al quale era destinata la pistola – sul quale sono in corso, al pari dell’avvocato, gli opportuni riscontri – che viene indicato come un amico di “Domenico Tomaino, Carmelo Chiarella e Marco Startari”, tutti coinvolti in Rinascita-Scott per altre vicende. Successivamente – spiega Arena – venne a trovarmi Domenico Tomaino, il quale mi disse che quella pistola era destinata in realtà a lui e che non sparava bene, pertanto mi chiese di fornirgliene un’altra. Io – ricorda ancora Bartolomeo Arena – gli fornì un’altra pistola calibro 38 dietro corrispettivo di ulteriori 700 euro. Tale arma fu poi rinvenuta nella disponibilità di Filippo Orecchio, ma l’arma non era la sua, bensì di Tomaino. Con tale arma il mio gruppo criminale – ha concluso Arena – ha commesso numerosi reati ed in particolar modo sparatorie contro serrande”.
Il nome dell’avvocato che avrebbe chiesto ad Arena la pistola in favore di un suo amico, nei verbali dell’operazione Rinascita-Scott viene riportato con il solo cognome. Da una ricerca negli Albi degli avvocati si evince però che con tale cognome esiste in Calabria un solo legale, in passato coinvolto anche nell’inchiesta sullo scandalo degli esami falsificati e comprati all’Università di Catanzaro. Da tale vicenda processuale – quella degli esami falsi – ne è uscito negli scorsi anni grazie alla prescrizione dei reati.