sabato,Settembre 25 2021

Ex Tiro a segno, «Ma quale orto urbano? Questa è proprietà privata» – Video

La vicenda del rudere messo in vendita dalla Provincia e poi destinato alla fruizione pubblica segna una clamorosa novità: il terreno è occupato da una famiglia che ne rivendica il possesso. «Siamo qui da cento anni»

Ex Tiro a segno, «Ma quale orto urbano? Questa è proprietà privata» – Video

Un’asta andata deserta e l’idea di trasformare un vecchio rudere con annesso terreno di 9.360 metri quadri in orto urbano. Sebbene appartenga alla Provincia, è già occupato da una famiglia di contadini che ne rivendica il possesso. È bastato un sopralluogo con le nostre telecamere per scoprirlo. Davanti al rudere  di località Scrimbia a Vibo Valentia, si è presentato un uomo che si è qualificato come il “proprietario” del terreno.  «Era di mio nonno, poi di mio padre e adesso il mio, quel terreno è nostro da cento anni». E poi aggiunge: «In tutti questi anni abbiamo fatto manutenzione, abbiamo un orticello qui e non stiamo rubando niente a nessuno. Perché non iniziate a restaurare il rudere» si domanda e aggiunge: «se qualcuno viene e mi dice che da qui dobbiamo andare via, noi ce ne andiamo. Perché è giusto».

Su un piccolo spiazzo la sua famiglia ha allestito un banchetto per la vendita di frutta e verdura, con tanto di insegna artigianale. Ma facciamo un passo indietro. Questa vecchia casa fu la dimora del pittore Josè Cesareo, ancor prima un poligono di tiro. Recentemente messo in vendita dall’amministrazione provinciale, il bene non ha suscitato interesse. Tant’è che l’asta è andata deserta. Da qui l’idea di un gruppo di associazioni culturali del territorio (Archeoclub, Italia nostra, Wwf e Forum delle associazioni) di trasformare il vecchio rudere nella Casa museo di Cesareo e l’annesso terreno in orto urbano a beneficio dei cittadini. [Continua]

«Questo è il vecchio tiro a segno che sarà trasformato in orto urbano – dice soddisfatta l’archeologa Anna Rotella di Italia Nostra -. Abbiamo deciso di coniugare cultura e  agricoltura, fiore all’occhiello della nostra città che ha un patrimonio immenso sottostimato e sotto utilizzato». Per la presidente dell’Archeoclub Anna Murmura: «È solo un punto di partenza. Ora  bisogna fare ulteriori passi in avanti, ma con l’aiuto delle istituzioni, la Provincia di Vibo in primis». A pochi passi dal rudere, c’è Villa Di Francia e Villa Gagliardi, un polmone verde della città: «Un luogo dal valore inestimabile – spiega Guglielmo Galasso del Wwf -. Sarebbe un vero peccato consegnare questo sito a chi ne farebbe uno scempio».

E infatti, l’idea delle associazioni è piaciuta al presidente dell’ente Salvatore Solano che ha rivisto i suoi piani e avviato l’iter per renderlo operativo. Evidentemente all’oscuro che quel luogo fosse già occupato. Avremmo voluto raggiungere il terreno, ma il cugino dell’uomo ci ha avvertiti: «questa è proprietà privata». 

Il “rudere” della Provincia non si vende più: diverrà Casa museo e orto urbano

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