Violazione della sorveglianza e resistenza: torna libero Giovanni Mancuso

Il Tribunale di Vibo ha convalidato l’arresto. In assenza di gravità indiziaria è stato rimesso in libertà dopo aver optato per il processo con rito abbreviato

Il Tribunale di Vibo ha convalidato l’arresto. In assenza di gravità indiziaria è stato rimesso in libertà dopo aver optato per il processo con rito abbreviato

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Convalidato dal giudice del Tribunale di Vibo Valentia, Pia Sordetti, l’arresto di Giovanni Mancuso, 76 anni, di Limbadi, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, trovato ieri in casa dai carabinieri – in contrada Piraino di Monte Poro – in compagnia di un pregiudicato. Il giudice ha escluso la gravità indiziaria sia per la misura di prevenzione e sia per l’accusa di resistenza. Giovanni Mancuso – attraverso i suoi avvocati Giuseppe Di Renzo e Francesco Stilo – ha quindi optato per un processo con rito abbreviato che si celebrerà il 12 settembre. Secondo la difesa, la persona trovata in compagnia di Mancuso non avrebbe precedenti nel casellario giudiziario. 

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 Il 76enne di Limbadi (in foto) è stato condannato di recente dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia a 9 anni di reclusione per il reato di usura al termine del processo nato dall’operazione denominata “Black money”. Altri 6 anni di reclusione per associazione mafiosa li ha invece rimediati in primo grado a Vibo nel processo nato dall’operazione denominata “Genesi” che si trova in fase di appello. Il Vibonese ha pubblicato stamane in anteprima le motivazioni della sentenza “Black money” che ha registrato la condanna di Giovanni Mancuso a 9 anni di reclusione per il reato di usura e l’assoluzione per il reato di associazione mafiosa. (LEGGI QUI: ‘Ndrangheta: “Black money”, ecco i motivi della sentenza contro il clan Mancuso).

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