Spaccio di droga a Tropea: lascia i domiciliari Saverio Bardo

Obbligo di dimora per il 32enne coinvolto in due inchieste della polizia e già condannato insieme al clan La Rosa
Obbligo di dimora per il 32enne coinvolto in due inchieste della polizia e già condannato insieme al clan La Rosa
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Lascia gli arresti domiciliari per l’obbligo di dimora, Saverio Bardo, 32 anni, di Tropea, raggiunto l’8 aprile scorso da una nuova ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta della Squadra Mobile di Vibo Valentia coordinata dalla locale Procura. La decisione è del gip del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Del Vecchio, che ha accolto un’istanza dell’avvocato Giuseppe Di Renzo.

In particolare, a Saverio Bardo vengono contestate cessioni di marijuana nei confronti di tre adulti e quattro minori. Fra i clienti, anche un imprenditore del luogo che da giugno a novembre 2019 avrebbe ricevuto circa 20 cessioni di marijuana. Lo stesso, ascoltato dalla polizia, ha raccontato di fare “saltuariamente uso di sostanza stupefacente, del tipo marijuana, poiché ne trae benefici per le emicranie croniche da cui è affetto”. Fra i clienti che hanno ammesso alla polizia di essersi riforniti “saltuariamente di marijuana, circa due volte a settimana, da Saverio Bardo a partire dal settembre 2019”, anche un avvocato del foro di Vibo Valentia. Le cessioni di marijuana nei confronti di ragazzi minorenni, in alcuni casi, avevano invece una cadenza giornaliera nel periodo estivo e avvenivano un paio di volte a settimana nel periodo invernale, con la marijuana venduta a 10 euro per ogni singola cessione.

L’origine dell’indagine. Tutto nasce dal primo arresto di Saverio Bardo avvenuto il 19 dicembre 2019. A seguito della perquisizione domiciliare della polizia, sono stati sequestrati due cellulari, ciascuno con una sim all’interno. L’analisi dei tabulati telefonici ha portato la Squadra Mobile a ricostruire la rete dei contatti di Saverio Bardo ed è stato così accertato che alcune delle persone contattate erano già state segnalate per l’uso di sostanze stupefacenti. 

Lo spaccio a Tropea. Dall’attività di indagine, confermata dalle stesse persone prese a verbale dalla polizia, emerge così che in alcuni periodi dell’anno Saverio Bardo avrebbe spacciato da mattina a sera in casa o davanti alla sua abitazione, con i clienti che lo contattavano al telefono oppure andavano direttamente a trovarlo nel suo domicilio. E fra clienti non sarebbero mancate anche alcune ragazze del luogo.

Saverio Bardo è stato infatti già condannato con sentenza definitiva a 4 anni e 4 mesi al termine dell’operazione antimafia denominata “Peter Pan” (sempre della Squadra Mobile di Vibo e della Dda di Catanzaro) insieme al clan La Rosa. Lo stesso clan La Rosa richiamato ora anche dal gip del Tribunale di Vibo per sottolineare che le cessioni di sostanze stupefacenti operate da Bardo sono state poste in essere “in un territorio come quello di Tropea notoriamente caratterizzato da una massiccia presenza della ‘ndrangheta, la cui ‘ndrina La Rosa è stata in grado di raggiungere altissimi livelli di pervasività nella vita del Comune”.

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