Revocata la sorveglianza speciale ad Orazio Cicerone

Il 47enne di Limbadi è rimasto coinvolto anche nell’operazione antimafia Black money
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Il Tribunale di Vibo Valentia, sezione “Misure di Prevenzione” ha revocato la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di cinque anni nei confronti di Orazio Cicerone, 47 anni, di Limbadi. La misura di prevenzione era stata emessa nel 2017 ma a causa della detenzione di Cicerone l’esecuzione della stessa è iniziata quasi un anno e mezzo dopo l’applicazione del decreto impositivo. Rivalutata, quindi, dal Tribunale la pericolosità sociale, manca nel caso di Orazio Cicerone il requisito dell’attualità e della persistenza della stessa pericolosità che si ferma, quanto agli episodi criminosi, al 2012. Dalla scarcerazione (22 marzo 2017), il Tribunale ravvisa l’assenza di altre e più attuali condotte analoghe a quelle poste a fondamento della misura sorveglianza speciale, nonché l’assenza di ulteriori condotte illecite contrarie all’ordine pubblico e la rescissione dei legami con il clan Mancuso anche per via dell’attuale residenza di Cicerone ad Agrate Brianza (Mb). I giudici hanno quindi accolto le tesi sostenute dall’avvocato Michelangelo Miceli e hanno revocato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di cinque anni. Orazio Cicerone si trova attualmente imputato nel processo d’appello nato dall’operazione “Black money” dopo un precedente annullamento con rinvio ad opera della Cassazione.

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