‘Ndrangheta: forte sconto di pena per Francesco Elia di Mileto

Accolto il “continuato” fra i reati di narcotraffico ed estorsione, ad ottobre si è visto annullare con rinvio dalla Cassazione la condanna all’ergastolo
Accolto il “continuato” fra i reati di narcotraffico ed estorsione, ad ottobre si è visto annullare con rinvio dalla Cassazione la condanna all’ergastolo
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Francesco Elia

Il Tribunale collegiale di Monza ha accolto la richiesta di “continuato” delle pene per Francesco Elia, 47 anni, di San Giovanni di Mileto, condannato a 11 anni e 4 mesi per narcotraffico internazionale (operazione “Ulisse 1” della Dda di Milano) e a 9 anni per estorsione aggravata dalle modalità mafiose (operazione “Ulisse 2”). Da complessivi 20 anni e 4 mesi di reclusione – in accoglimento di un ricorso degli avvocati Antonio Porcelli e Giuseppe Monteleone – Francesco Elia è quindi passato alla pena di 15 anni e 4 mesi. [Continua]

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Il 24 ottobre scorso era stata invece la quinta sezione penale della Cassazione – sempre in accoglimento di un ricorso degli avvocati Antonio Porcelli e Giuseppe Monteleone – ad annullare con rinvio la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Rocco Stagno, originario di Monterosso Calabro, ucciso all’età di 51 anni il 29 marzo 2009 in Lombardia ed il cui cadavere è stato poi occultato.

Claudio Formica

Un fatto di sangue contestato nell’ambito dell’operazione “Bagliore” della Dda di Milano, costato l’ergastolo in via definitiva a: Rocco Cristello, 57 anni, di San Giovanni di Mileto, da anni residente in Lombardia; Claudio Formica, 55 anni, di San Giovanni di Mileto, residente a Mariano Comense; Leonardo Prestia, 47 anni, di Cessaniti; Massimiliano Zanchin, 45 anni, originario di Cessaniti, ma residente a Verano Brianza, in provincia di Monza; Francesco Cristello, 40 anni, fratello di Rocco ed anche lui originario di San Giovanni di MiletoUnico annullamento con rinvio da parte della Cassazione è stato appunto quello di Francesco Elia che in tale processo risponderà quindi a piede libero in quanto la Corte d’Assise d’Appello di Milano l’ha scarcerato per decorrenza dei termini. Resta invece detenuto per le operazioni “Ulisse” di cui ora è stata riconosciuta la continuazione dei reati passando da 20 anni e 4 mesi a 15 anni e 4 mesi.

Rocco Cristello ucciso nel 2008

L’omicidio di Rocco Stagno, secondo il pentito Belnome, è avvenuto il 29 marzo 2009 nel macello abusivo di Bernate gestito dal vibonese Leonardo Prestia, il quale dopo il delitto avrebbe ricevuto la dote mafiosa della “Santa”. Il cadavere di Stagno sarebbe stato quindi posto su un escavatore e seppellito in un bosco dai vibonesi: Claudio Formica, indicato come «capo società del locale di Seregno con la dote di “trequartino”»; Massimo Zanchin, imparentato con i Candela di Favelloni (frazione di Cessaniti) e cugino di Prestia; i fratelli Francesco e Rocco Cristello, quest’ultimo indicato come l’autore materiale dell’omicidio di Rocco Stagno. All’omicidio ed all’occultamento del cadavere di Rocco Stagno, avrebbe partecipato anche Francesco Elia il quale è già stato condannato per il reato di associazione mafiosa in quanto ritenuto un affiliato dei Cristello con il grado di “santista”.

L’ergastolano Rocco Cristello

Rocco Stagno era lo zio di Antonio Stagno, quest’ultimo a sua volta cognato del 47enne Rocco Cristello di San Giovanni di Mileto, ucciso a Verano Brianza il 27 marzo 2008 con 19 colpi di pistola. Trasferitisi in Lombardia, sia Rocco Cristello (già braccio-destro del defunto boss di Mileto Carmine Galati) che Stagno – quest’ultimo a sua volta nipote dei Giampà di Lamezia – avrebbero giocato, ad avviso degli inquirenti, un ruolo fondamentale nelle dinamiche mafiose dei “locali” di ‘ndrangheta di Seregno e Giussano.

Tuttavia, Rocco Cristello, divenuto “capo-contabile” del “locale” di Seregno, avrebbe avuto “doti mafiose” più elevate di Stagno, il quale per ragioni di supremazia mafiosa avrebbe pianificato l’eliminazione del cognato. Per vendicare Rocco Cristello, i cugini omonimi (Rocco e Francesco) e gli altri vibonesi (originari di Mileto e Cessaniti) avrebbero quindi programmato e portato a termine l’omicidio di Rocco Stagno, zio di Antonio Stagno.

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