giovedì,Settembre 23 2021

Rinascita-Scott: scarcerato il colonnello dei carabinieri Naselli

La Cassazione annulla senza rinvio l’ordinanza di custodia cautelare. A gennaio il Riesame l'aveva posto ai domiciliari

Rinascita-Scott: scarcerato il colonnello dei carabinieri Naselli
Giorgio Naselli

La Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del tenente colonnello Giorgio Naselli, 53 anni, nativo di Piacenza, residente a Teramo, ex comandante provinciale dei carabinieri di Teramo, poi vice comandante del Gruppo sportivo carabinieri. Finito in carcere a dicembre nell’ambito dell’operazione Rinascita-Scott, il 19 gennaio il Tribunale del Riesame di Catanzaro l’aveva posto agli arresti domiciliari. La Cassazione, annullando ora senza rinvio l’ordinanza di custodia cautelare, l’ha rimesso in totale libertà, accogliendo un ricorso degli avvocati Giuseppe Fonte e Gennaro Lettieri.

Giorgio Naselli – che dal 2006 al 2017 ha rivestito incarichi direttivi al Reperto operativo, Nucleo Investigativo di Catanzaro – è indagato per concorso in rivelazione di segreti d’ufficio insieme all’ex senatore di Forza Italia ed avvocato Giancarlo Pittelli.

Secondo l’accusa, Giorgio Naselli nel febbraio 2018 avrebbe violato i suoi doveri inerenti alle sue funzioni, e comunque abusato della sua qualità di pubblico ufficiale, acquisendo notizie d’ufficio, che dovevano rimanere segrete, per trasferirle all’avvocato Giancarlo Pittelli. Il tutto per favorire l’imprenditore edile Giuseppe Mazzei, che assumeva essere stato vittima di una truffa e di essere stato per questo escusso dai carabinieri di Pioltello.

Naselli avrebbe poi rivelato a Giancarlo Pittelli notizie sull’imprenditore Roberto Guzzo il quale, a suo dire, sarebbe stato oggetto di investigazioni da parte della Guardia di finanza. Altre rivelazioni Giorgio Naselli avrebbe fatto a Pittelli ed all’avvocato Giulio Calabretta (anche lui indagato) nel rivelare notizie coperte da segreto riguardanti l’amministratore fittizio Giuseppe Calabretta (fratello dell’avvocato) della M.C. Metalli srl pendente alla Prefettura di Teramo. In tale episodio è indagato anche l’imprenditore reggino Rocco Delfino, ritenuto l’effettivo dominus della “MC Metalli srl” e beneficiario della condotta.

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