Sequestro in via preventiva dell’isola ecologica di Pizzoni: ecco tutti i particolari dell’inchiesta

Gravi violazioni ambientali di natura penale riscontrate dai carabinieri dell’aliquota “Ambiente” della sezione di pg coordinati dalla Procura. E c’è anche un indagato

Gravi violazioni ambientali di natura penale riscontrate dai carabinieri dell’aliquota “Ambiente” della sezione di pg coordinati dalla Procura. E c’è anche un indagato

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Una pericolosa e nociva commistione di rifiuti ferrosi, plastica, cartone e apparecchiature elettroniche: dai computer ai televisori rotti sino ai vecchi frigoriferi. E poi il percolato, che al primo acquazzone dal canale di scolo rischia di finire nel torrente Cerasia. E’ quanto trovato dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, aliquota “Ambiente”, della Procura di Vibo Valentia che hanno provveduto a sequestrare quella che doveva essere un’isola ecologica. Un’area di circa 500 metri quadri ubicata in località Zocchi del comune di Pizzoni finita al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura vibonese diretta dal procuratore capo, Bruno Giordano, e dal pm Benedetta Callea, sostituto procuratore prontamente informata del sequestro preventivo ad opera dei carabinieri.

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L’indagato ed il reato contestato. Parallelamente al sequestro, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno provveduto a deferire alla Procura di Vibo Valentia l’architetto Giuseppe De Caria, responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Pizzoni, indagato per il reato di “deposito incontrollato di rifiuti” in area sottoposta a vincolo paesaggistico e per le violazioni di natura penale del testo unico ambientale. In quella che doveva essere l’isola ecologica, i rifiuti da oltre un mese vengono infatti ammassati in maniera incontrollata, con buona pace della raccolta differenziata fatta dai cittadini e dei parametri e delle prescrizioni imposte dai decreti del Ministero dell’Ambiente.

Gli sviluppi e la situazione attuale. I carabinieri hanno inoltre scoperto che nell’area dell’isola ecologica, trasformata in discarica incontrollata a cielo aperto con gravi rischi per l’ambiente e la salute dei cittadini, la struttura che doveva ospitare il guardiano dell’area si presenta in condizioni fatiscenti, con l’assenza totale dei servizi igienici, dei bagni, degli estintori e di un locale dove custodire i dispositivi di sicurezza previsti dalla legge. Le telecamere installate per la sorveglianza della zona sono state trovate infine prive di energia elettrica e quindi non funzionanti. L’attività investigativa dei carabinieri mira ora ad accertare tutte le responsabilità del caso, ad iniziare dalla realizzazione dell’isola ecologica per proseguire sino all’attualità. Un’inchiesta, quindi, che promette nuovi ed ulteriori sviluppi.  Rifiuti: sequestrata dai carabinieri l’isola ecologica di Pizzoni