Voti dal clan Anello, Francesco De Nisi: «Accuse prive di fondamento»

L’ex presidente della Provincia tirato in ballo da un collaboratore di giustizia: «Ho chiesto alla Dda di essere sentito. La mia carriera politica senza macchia»
L’ex presidente della Provincia tirato in ballo da un collaboratore di giustizia: «Ho chiesto alla Dda di essere sentito. La mia carriera politica senza macchia»
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Francesco De Nisi
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A dieci giorni dall’operazione antimafia “Imponimento” contro il clan Anello di Filadelfia, arriva la presa di posizione di chi, a Filadelfia, è stato sindaco per due consiliature, Francesco De Nisi. Il politico che, oltre ad essere stato candidato più volte alle elezioni politiche e regionali, è stato anche presidente della Provincia di Vibo Valentia, e che è stato tirato in ballo dal collaboratore di giustizia Giovanni Angotti, secondo il quale De Nisi si sarebbe avvantaggiato dei voti delle cosche.

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«Ho appreso dalla stampa – afferma oggi De Nisi – che in relazione a tornate elettorali per il Comune di Filadelfia e per la Provincia di Vibo Valentia risalenti, comunque, nel tempo (ultima elezione a presidente 2008) vi sarebbe tale collaboratore di giustizia Angotti Giovanni che avrebbe dichiarato che sarei stato sostenuto dalla cosca Anello. La vicenda si inquadra nell’ambito della operazione “Imponimento” e non sarei, comunque, a detta della stampa indagato. Sono rimasto basito – rimarca l’ex presidente della Provincia – dalla diffusione di tali notizie del tutto prive di qualsiasi possibile indizio di fondamento e che contrastano con il mio impegno pubblico».

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De Nisi informa quindi di avere «trasmesso in data odierna una nota alla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro e alle Procure di Vibo Valentia e Lamezia Terme, nella quale sottolineo di non avere mai avuto alcun contatto con tali esponenti e ripercorro in breve solo alcune azioni che mi hanno visto, appunto, contrapposto a tale organizzazione sia sul piano amministrativo che giudiziario. In tale nota rilevo, altresì, che le dichiarazioni di tale Angotti, riprese dalla stampa, e che non ho mai conosciuto di persona, sono del tutto infondate ed ampiamente contraddette da atti e fatti. Ho evidenziato tra l’altro come questi venne arrestato all’epoca, nell’anno 2008, per maltrattamenti e violenze ai propri familiari ed estorsione nei confronti del suocero ed allontanato da Filadelfia. La famiglia in tale vicenda trovò sostegno e supporto nella mia persona e in quella degli amministratori comunali».

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Ma c’è di più: «In tale nota ripercorro in sintesi il mio impegno amministrativo negli anni caratterizzato dall’assenza di qualsiasi macchia giudiziaria. Ho allegato in tale nota le pronunce favorevoli nei miei confronti da parte dell’autorità giudiziaria che riconosce la correttezza del mio operato amministrativo allorquando è stato messo in discussione». Il già sindaco di Filadelfia ha infine chiesto all’autorità giudiziaria di «essere sentito», e di avere ringraziato le Procure «per quanto pongono in essere in questo difficile contesto, e ho confermato – ha concluso De Nisi – a tutela dei miei diritti ed interessi come miei difensori gli avvocati Franco Giampà e Antonio Mazzone».