Donna di Pizzo si dà fuoco a Crema e muore, mentre i passanti la filmano

La 38enne affetta da problemi pisichici, ad ottobre si era allontanata da una comunità di recupero ed era stata ritrovata a Roma. Nel 2014 aveva tentato di uccidere la madre. In suo soccorso solo un passante. Lo sdegno del sindaco
La 38enne affetta da problemi pisichici, ad ottobre si era allontanata da una comunità di recupero ed era stata ritrovata a Roma. Nel 2014 aveva tentato di uccidere la madre. In suo soccorso solo un passante. Lo sdegno del sindaco
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Paola Liotta

E’ Paola Liotta, 38 anni, di Pizzo Calabro, la donna che ieri si cosparsa di liquido infiammabile e si è data fuoco nelle campagne di Ombriano, alle porte di Crema, nei pressi di un ristorante. Un uomo, di passaggio in auto con la moglie, ha provato a spegnere le fiamme con la prima cosa che ha trovato: un asciugamano da palestra. E’ stato l’unico a cercare di fare qualcosa: mentre la giovane di Pizzo bruciava, altri dal parcheggio si sono preoccupati solamente di riprendere la scena con il telefonino. Sconvolto dalla tragedia e dall’indifferenza dei presenti, il soccorritore ha scritto al sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, pubblicando il racconto “agghiacciante”, chiedendosi “cosa siamo diventati”. “Una donna poco fa, al campo del Mezzo si è data fuoco – ha raccontato il soccorritore -. Mentre passavo con mia moglie sono sceso subito dall’auto e ho cercato di spegnere quello che potevo con un asciugamano da palestra. La signora bruciava nel campo di fronte e io ero l’unico che cercava di fare qualcosa. In compenso una ventina di persone con il telefonino, che riprendevano la scena. [Continua]

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Paola Liotta

Dopo minuti e minuti si è avvicinato uno con un estintore che non sapeva cosa fare. Ho spento tutto con l’estintore. La signora penso sia morta, nonostante io continuavo a parlare cercando un respiro – prosegue il soccorritore – alla fine i soccorsi sono arrivati dopo 15 minuti. Ho provato anche io il 113-112 e sono rimasto in attesa. Non so se si sarebbe salvata. Ma la gente con il telefonino dal parcheggio del Mezzo mi ha lasciato di sasso. Sono arrivati solo alla fine. Quando ormai avevo spento tutto. per curiosità!”. Paola Liotta, che aveva problemi di disagio psichico, è morta sul posto. Nell’ottobre scorso, la donna era scomparsa da una comunità di recupero del Vibonese per poi essere ritrovata a Roma dopo l’attivazione di apposite ricerche da parte delle forze dell’ordine e della Prefettura di Vibo Valentia. Nel luglio del 2014 era stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio ai danni della madre, ferita con 14 coltellate al culmine di una lite in auto.

Comprendo che non tutti possano avere il sangue freddo e la prontezza per intervenire quando una persona si dà fuoco. Si può rimanere gelati dallo shock di quanto sta accadendo, anche con 40 gradi. Ma – ha commentato il sindaco di Crema – se gli spettatori di questa tragedia hanno avuto la freddezza di prendere il telefonino ed immortalare la scena, anziché correre in aiuto o chiamare i soccorsi, allora dobbiamo farci delle domande. Serie e molto, molto urgenti. Cosa siamo diventati? E se quella donna fosse stata nostra figlia, sorella, moglie, madre? Cosa può renderci così insensibili e distaccati verso la sofferenza degli altri? Perché questa indifferenza? Un abbraccio a questo ‘buon samaritano’, che passava per caso e si è fermato a prestare aiuto, anche se evidentemente non è bastato, ed un pensiero pieno di dolore per questa donna. “Non è un buon giorno, oggi, per Crema”, ha concluso con amarezza il sindaco.

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