Longobardi, strada “chiusa” da quasi un anno: i lavori non partono e i rischi aumentano

Nonostante il divieto molti automobilisti si lanciano ad alta velocità nell’“imbuto” invadendo l’altra corsia ed entrando in rotta di collisione con altre vetture. E l’incremento del traffico peggiora le cose
Nonostante il divieto molti automobilisti si lanciano ad alta velocità nell’“imbuto” invadendo l’altra corsia ed entrando in rotta di collisione con altre vetture. E l’incremento del traffico peggiora le cose
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Il restringimento di carreggiata all'ingresso di Longobardi
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È trascorso quasi un anno da quando la strada che dalla Statale 18 porta a Vibo Marina è stata chiusa, con tanto di transenne, in via precauzionale, nel pressi del bivio di Longobardi. La decisione era stata presa in seguito alla possibilità di un cedimento del costone.  L’incarico per l’intervento, che prevede la costruzione di un muro di contenimento, come a suo tempo ha fatto sapere il Comune, è stato già affidato e il finanziamento avverrà con un intervento della Regione, ma nel frattempo aumenta il numero degli incidenti stradali sventati all’ultimo minuto

La viabilità è stata modificata in quel tratto per consentire le operazioni di messa in sicurezza e di conseguenza la circolazione ha subito notevoli rallentamenti. Un disagio non da poco per gli automobilisti, che si vedrebbero costretti ad allungare il tragitto, deviato verso il bivio di Vibo-Pizzo. Piuttosto che fare un giro più lungo, aumentando i tempi di percorrenza, molte persone preferiscono allora superare le transenne invadendo l’altra carreggiata e “incastrandosi” con le altre vetture finite in quell’imbuto.

Negli ultimi giorni il traffico verso il litorale ha subìto un notevole incremento e, di pari passo, sono aumentati i disagi e i pericoli in conseguenza del restringimento. Troppi gli automobilisti che attraversano ad alta velocità l’unica carreggiata a disposizione, nonostante il divieto di transito. Il senso civico e il rispetto del codice della strada, nell’interpretazione di molti, si traducono in un semplice “faccio quello che voglio”.

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