Ancora residuati bellici nel mare vibonese, ritrovata una cassetta portamunizioni

L’oggetto militare ripescato nei pressi dello scoglio di Riaci da un’imbarcazione adibita al trasporto di turisti. Consegnato alla Capitaneria di porto. Nuova ordinanza di divieto per il brillamento di Punta Safò
L’oggetto militare ripescato nei pressi dello scoglio di Riaci da un’imbarcazione adibita al trasporto di turisti. Consegnato alla Capitaneria di porto. Nuova ordinanza di divieto per il brillamento di Punta Safò
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Il mare vibonese continua a restituire residuati bellici. Testimonianze di quella pagina di storia, relativa alla Seconda guerra mondiale, che vide le acque e la terraferma della provincia teatro di manovre belliche e di terribili bombardamenti. Dopo il rinvenimento di due ordigni inesplosi nelle acque antistanti Punta Safò a Briatico, questa mattina, poco dopo le 11, un altro retaggio militare (probabilmente della stessa epoca) è affiorato dalle parti di Santa Domenica di Ricadi.

Si tratta di una cassetta metallica portamunizioni recante diciture in francese che non lasciano spazio a dubbi: «Cartucce per armi di piccolo calibro». A ritrovarla, nei pressi dello scoglio di Riaci, i fratelli Luigi e Stefano Barillaro, titolari dell’imbarcazione “Blue Ocean” adibita al trasporto di turisti lungo la Costa degli Dei. Dopo aver recuperato la cassetta, che galleggiava a pelo d’acqua, hanno allertato la capitaneria di Porto di Vibo Marina che ha prelevato l’involucro per analizzarne il contenuto.

Nel frattempo proseguono le operazioni di brillamento dei due ordigni rinvenuti da un gruppo di sub al largo di Punta Safò nei giorni scorsi. Una nuova ordinanza della Capitaneria, infatti, fa divieto alla balneazione e alla navigazione nel raggio di 1,5 miglia nautiche dal luogo del ritrovamento per le giornate del 12, 13 e 14 agosto, dalle ore 6 alle ore 10.

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