Mileto, il Convegno diocesano indica le linee guida del prossimo Sinodo

A conclusione della due giorni, il vescovo Luigi Renzo ha invitato i sacerdoti ad «uscire dal chiuso delle sagrestie e a liberarsi da schemi mentali e calcoli»

A conclusione della due giorni, il vescovo Luigi Renzo ha invitato i sacerdoti ad «uscire dal chiuso delle sagrestie e a liberarsi da schemi mentali e calcoli»

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Un'immagine del Convegno diocesano

«In un mondo in cui tutto sembra essere sotto la cappa del pessimismo e della paura, come Chiesa siamo chiamati ad uscire allo scoperto facendo appello a tutte le nostre risorse umane e spirituali ed al potenziamento di tutte le sinergie possibili per sconfiggere il grande rischio del mondo attuale che, come dice Papa Francesco, soffre di “una tristezza individualistica che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata”. Il Sinodo, cioè lo stile di Chiesa che ci stimola a camminare insieme con gli altri, ci obbliga quindi a darci da fare, ad uscire da noi stessi, dal chiuso delle sagrestie, e a liberarci dei nostri schemi mentali e dai nostri calcoli».

Sono queste le parole con le quali il vescovo Luigi Renzo ha concluso il convegno diocesano svoltosi giovedì e venerdì scorsi nella basilica-cattedrale di Mileto, quest’anno improntato sul tema “Guardando alla Chiesa che sogniamo”, in stretta connessione con la fase preparatoria del Sinodo “Una Chiesa lieta di testimoniare il Vangelo” che prenderà ufficialmente il via il prossimo 25 ottobre.

Una due giorni intensa, che anche in questa edizione ha chiamato a raccolta tutte le realtà ecclesiastiche della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. In precedenza, dopo la presentazione del convegno ad opera di monsignor Gaetano Currà, nell’aprire i lavori lo stesso presule aveva messo in evidenza «la bellezza e l’importanza di questo momento storico». E, nel contempo, aveva dichiarato di voler accettare «a testa alta la sfida che il Sinodo ci lancia per metterci “gioiosamente” al servizio del Vangelo e del mondo col vivo intento di realizzare quella immagine di Chiesa missionaria, o se si preferisce “in uscita”, in cui fedeli e pastori ci mettiamo insieme a cercare sforzandoci di riuscire ad essere il “lievito” fecondo che fa crescere e rende appetitosa la pasta».

Nel corso della prima giornata, proprio in quest’ottica si era del resto inserito l’intervento con cui l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, aveva raccontato l’esperienza del Sinodo che lui sta già vivendo con la sua comunità diocesana, dando ampio spazio nei punti cardine al mondo laico.

Il secondo giorno, invece, moderato da monsignor Enzo Varone si è sviluppato con la consegna a tutti i convegnisti dell’“Instrumentum laboris”, frutto delle riflessioni sul questionario preparatorio. Sulla prima parte di questo documento si confronteranno le parrocchie, le vicarie e i movimenti ecclesiastici nell’anno pastorale 2017-2018, elaborando le “proposiziones” che verranno proposte nel prossimo Sinodo diocesano. Al riguardo, un lavoro di prima esperienza è stato avviato nel corso della due giorni dai convegnisti, nell’occasione divisi in quattro gruppi.