Vibo, annullata la gara per l’assistenza agli alunni disabili: tutto da rifare per un errore

E sui fondi destinati al settore, l'assessore Scrugli precisa: «Non abbiamo tagliato le risorse comunali, ma dalla Regione meno soldi»

E sui fondi destinati al settore, l'assessore Scrugli precisa: «Non abbiamo tagliato le risorse comunali, ma dalla Regione meno soldi»

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Nonostante la scuola sia iniziata da più di 10 giorni, gli alunni con disabilità che necessitano di assistenza scolastica specialistica dovranno aspettare. Un errore nell’inserimento dei dati, infatti, ha vanificato la gara d’appalto indetta alla fine di agosto dal Comune di Vibo Valentia per l’assegnazione del servizio di integrazione scolastica a favore degli alunni diversamente abili che frequentano le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. La conseguenza più immeditata è lo slittamento dell’erogazione dei servizi di assistenza, che presumibilmente non potranno cominciare prima di metà ottobre.

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A causare l’impasse è stato il ricorso al MePa, il mercato elettronico della Pubblica amministrazione, attraverso cui gli enti locali possono acquistare, entro precise soglie di spesa, beni e servizi offerti da fornitori abilitati. Un sistema “nuovo” per Vibo Valentia, che sta causando non pochi grattacapi agli uffici comunali. Nel caso specifico, in occasione dell’apertura delle due sole offerte economiche pervenute, è emersa una contraddizione nell’attribuzione dei punteggi assegnati in automatico dal sistema, proprio a causa dei dati errati inseriti all’inizio. Così, al fine di evitare possibili contestazioni o ricorsi, la dirigente del secondo settore, Adriana Teti, ha ritenuto opportuno annullare la procedura e indire una nuova gara. La somma complessiva disponibile resta ovviamente la stessa, cioè circa 107mila euro interamente a carico del Comune. Molto meno, comunque, rispetto ai 240mila euro disponibili lo scorso anno, quando all’identico stanziamento comunale di circa 100mila euro riservato alle scuole presenti sul territorio di Vibo, si sono aggiunti 140mila euro di fondi comunitari disponibili nelle pieghe della ripartizione regionale e destinati a tutti i 16 Comuni che formano il distretto socio sanitario 1, di cui Vibo è capofila: Filadelfia, Francavilla Angitola, Francica, Filogaso, Ionadi, Mileto, Maierato, Monterosso, Pizzo Calabro, Polia, Sant’Onofrio, San Costantino Calabro, San Gregorio d’Ippona e Stefanaconi.

 In altre parole, il bando attuale copre soltanto le esigenze di integrazione scolastica degli istituti cittadini, lasciando inevitabilmente prive di copertura “extra” anche le istanze che vengono dagli altri Comuni dello stesso distretto, che potranno contare soltanto sulle proprie capacità finanziarie per affiancare agli insegnanti di sostegno operatori specializzati nell’assistenza ai ragazzi affetti da disabilità.

 «Non abbiamo ridotto i fondi comunali destinati al settore – conferma l’assessore comunale alle Politiche sociali, Lorenza Scrugli -, il nostro stanziamento è rimasto pressoché immutato. Ciò che è venuto meno, quest’anno, è il contributo economico derivante dal fondo regionale per la non autosufficienza previsto da una legge del 2013. L’anno scorso i Comuni del distretto 1 hanno deciso insieme di destinare un residuo finanziario di questo fondo proprio ai servizi di assistenza scolastica, che abbiamo ritenuto unanimemente prioritari. Ecco perché anche la città di Vibo lo scorso anno poteva contare su più risorse da destinare al settore. Cosa che ci ha permesso, ad esempio, di prevedere un operatore specialistico in più, il quarto, per l’Istituto comprensivo Amerigo Vespucci di Vibo Marina».

Il riferimento alla scuola della frazione marinara non è causale, perché qui sono presenti addirittura 33 ragazzi con varie disabilità, alcune anche molto gravi. Una percentuale estremamente alta che innesca inquietanti interrogativi su questa anomala concentrazione di bambini affetti da handicap.

 Dubbi dissipati però dal dirigente scolastico, Maria Salvia: «Anche io – afferma – mi ero chiesta perché ci fossero così tanti ragazzi affetti da disabilità nel mio istituto e ho voluto vederci chiaro. Alla fine è risultato che molti degli alunni in questione non risiedono a Vibo Marina, ma vengono da Comuni e frazioni limitrofe. Mi sento di escludere, quindi, che alla base di questa concentrazione possano esserci cause ambientali riferite specificatamente alla frazione marinara della città capoluogo».