Omicidio Cricri: resta ai domiciliari Alfonsino Ciancio

Il giovane è stato condannato a 30 anni per il delitto dell’ex candidato a sindaco di Dinami ucciso e poi bruciato. Respinta la richiesta del carcere avanzata dalla Procura

Il giovane è stato condannato a 30 anni per il delitto dell’ex candidato a sindaco di Dinami ucciso e poi bruciato. Respinta la richiesta del carcere avanzata dalla Procura

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Resta agli arresti domiciliari Alfonsino Ciancio, 28 anni, condannato l’8 settembre scorso alla pena di 30 di reclusione, poiché ritenuto responsabile dell’omicidio di Giuseppe Cricri, ex candidato a sindaco del Comune di Dinami nelle amministrative del maggio 2013 ritrovato carbonizzato nella sua auto il 22 ottobre 2013. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, ha infatti respinto la richiesta di aggravamento della misura cautelare chiesta dalla Procura dopo la pesante condanna e motivata con il pericolo di fuga. In accoglimento delle argomentazioni difensive degli avvocati Francesco Stilo e Lucio Aragona (subentrati quali difensori agli avvocati Bruno Ganino e Rosario Lopreiato che hanno invece difeso l’imputato Ciancio nel processo)il gip ha rimarcato nella sua decisione che, nonostante l’efferatezza e l’atrocità del delitto, non emerge un pericolo di fuga del condannato concreto ed attuale. Questo perché il fatto di essere stato fermato a pochi metri dalla propria abitazione nei pressi di un giardino dove era andato ad accudire gli animali, per il giudice non basta a provare un pericolo di fuga. Anche la possibile reiterazione del reato per il gip viene meno dinanzi ad un delitto compiuto da Ciancio in concorso con la madre Liberata Gallace (che ha scelto il rito ordinario ed il cui processo è ancora in corso) ai danni di quello (Giuseppe Cricri) che veniva ritenuto l’amante della madre.

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Da tali considerazioni, per il gip, allo stato – pur in presenza di una condanna in primo grado a 30 anni di reclusione – viene ritenuta sufficiente la custodia cautelare degli arresti domiciliari.

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