martedì,Giugno 15 2021

Imponimento, nuovi provvedimenti del Riesame per cinque indagati

Il Tribunale del Riesame ha rimesso in libertà tre delle persone coinvolte nell’operazione contro il clan Anello-Furci di Filadelfia ed escluso il reato associativo nei confronti di altre due

Imponimento, nuovi provvedimenti del Riesame per cinque indagati

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro (Presidente Giuseppe Valea, Giudici Ermanna Grossi e Valeria Isabella Valenzi), nell’ambito dell’operazione Imponimento della Dda di Catanzaro, accogliendo le istanze difensive ha adottato i seguenti provvedimenti:

Rocco Polito, 45 anni, imprenditore di Curinga, difeso dagli avvocati Antonio Muscimarro e Ortensio Mendicino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e sottoposto a fermo con custodia cautelare in carcere in data 21 luglio, misura cautelare poi confermata dal gip distrettuale, sostituita con quella della detenzione domiciliare con l’ordinanza del gip distrettuale del 12 agosto, accusato di essere concorrente esterno alla cosca Anello-Fruci è stato rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame il quale accogliendo le argomentazioni dei difensori ha annullato la misura cautelare e ordinato la immediata liberazione dello stesso. Inoltre, il Tribunale ha pure accolto il riesame sul sequestro preventivo dei beni dello stesso imprenditore, i cui legali hanno depositato un elaborato peritale e dimostrato come i beni, oggetto del sequestro, fossero tutti riconducibili ad attività lecite. Pertanto ha annullato il sequestro disponendo la restituzione di ogni bene ossia: stazione di Servizio Tamoil sita in Acconia di Curinga, complesso immobiliare sito in Filadelfia e tutti i depositi bancari dell’imprenditore. [Continua]

Massimo Gugliotta, 41 anni, di Curinga, difeso dall’avvocato Antonio Muscimarro, indagato e sottoposto a misura cautelare in carcere, convalidata dal gip distrettuale dalla Dda di Catanzaro era accusato di fare parte del nucleo essenziale della cosca Anello-Fruci e di una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso commessa in danno di Giovannino Telesa di Monterosso. Il Tribunale del Riesame, accogliendo l’istanza della difesa, ha annullato la misura cautelare disposta dal gip distrettuale e ha disposto l’immediata liberazione.

Simone Catanzaro, 38 anni, di Curinga, difeso dall’avvocato Antonio Muscimarro, accusato di fare parte dell’associazione finalizzata al traffico e coltivazione di sostanze stupefacenti, considerata costola della cosca Anello-Fruci, sottoposto a fermo con custodia cautelare in carcere in data 21 luglio, misura cautelare poi confermata dal gip Distrettuale e sostituita con quella della detenzione domiciliare con l’ordinanza del gip distrettuale in data 12 agosto. Il Tribunale del Riesame, accogliendo le argomentazioni della difesa, ha annullato la misura cautelare e ordinato la immediata liberazione dello stesso.

Stefano Montauro, 27 anni, di Curinga, difeso dall’avvocato Antonio Muscimarro, accusato di fare parte di un’associazione finalizzata al traffico e coltivazione di sostanze stupefacenti, considerata costola della cosca Anello-Fruci, sottoposto a fermo con custodia cautelare in carcere in data 21 luglio, misura cautelare poi confermata dal gip distrettuale in data 12 agosto. Il Tribunale del Riesame escludendo il reato associativo e l’aggravante di cui art. 416bis ha sostituito la misura cautelare in carcere con quella della custodia domiciliare.

Teodoro Mancari, 26 anni, di Filadelfia, difeso dagli avvocati Antonio Muscimarro e Ortensio Mendicino, accusato di fare parte, dell’associazione mafiosa Anello-Fruci, di essere partecipe anche dell’associazione finalizzata al traffico e coltivazione di sostanze stupefacenti, con il ruolo di collegamento tra il nucleo essenziale e la manovalanza, nonché di una seri di reati fine, sottoposto a fermo con custodia cautelare in carcere in data 21 luglio, misura cautelare poi confermata dal gip distrettuale in data 12 agosto. Il Tribunale del Riesame ha parzialmente annullato l’ordinanza cautelare escludendo che Mancari sia partecipe all’associazione Anello-Fruci. Mancari rimane in carcere per i reati fine.

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