Ammanco alla Provincia di Vibo: la Corte dei Conti riduce in appello due condanne

Sentenza per Armanda De Sossi ed il Monte dei Paschi di Siena. Danno erariale per un milione e 281mila euro
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Riformata in appello dalla seconda sezione centrale della Corte dei Conti la condanna per danno erariale nei confronti di Armanda De Sossi, ex responsabile della dell’area finanziaria della Provincia, e del Monte dei Paschi di Siena. In primo grado a titolo di responsabilità sussidiaria e per condotta gravemente colposa, la dott.ssa Armanda De Sossi era stata condannata a pagare 453.500,00 euro (50% del danno), mentre la Banca Monte dei Paschi di Siena, tesoriere della Provincia, era stata condannata fino alla concorrenza di euro 101.410,00. In primo grado per danno erariale è stata condannata anche l’ex responsabile della Ragioneria della Provincia di Vibo, Mirella Currò, che dovrà pagare all’amministrazione provinciale la somma di 1.281.525,70 euro, oltre alla rivalutazione monetaria, su base annua e secondo gli indici Istat, decorrente dalla data di emissione di ciascuno dei mandati di pagamento. In appello per “culpa in vigilando” anche i giudici contabili hanno ritenuto Armanda De Sossi responsabile per l’ammanco posto in essere da Mirella Currò ai danni delle casse della Provincia di Vibo, in quanto proprio alla De Sossi spettava il dovere di vigilanza e preventivo controllo sui mandati di pagamento contestati alla Currò ed emessi irregolarmente anche con la firma autografa della De Sossi. Per quanto riguarda la responsabilità sussidiaria, tuttavia, la Corte dei Conti ha ridotto l’importo per il quale è stata condannata Armanda De Sossi che passa dalle 453.500 euro del primo grado (50% del danno) alla somma di 272.164, 50 euro (30% dell’importo complessivo pari a 907.215 euro). Il Monte dei Paschi di Siena (tesoriere della Provincia di Vibo), è stato invece condannato dai giudici contabili d’appello a pagare la somma di 30.423,00 euro in luogo delle 101.410 euro del primo grado di giudizio. Quale tesoriere della Provincia di Vibo, per la Corte dei Conti la banca ha “colpevolmente omesso quelle doverose attenzioni rispetto alle singole operazioni di pagamento dei mandati palesemente irregolari”, finendo con il contravvenire con ai propri doveri convenzionali. Gli appellanti Armanda De Sossi e il Monte dei Paschi di Siena sono stati anche condannati al pagamento delle spese di giudizio. [Continua]

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I fatti. Tra agosto 2009 e novembre 2011 dalle casse della Provincia sono stati emessi 18 mandati di pagamenti in favore di congiunti della Currò. Quattordici emessi in favore di una nipote, tre in favore del marito dell’ex funzionaria, Baldassarre Bruzzano, uno nei confronti di un’altra nipote. Il tutto per un totale di un milione e 281mila euro. 

Mirella Currò

Così agendo, la Currò si sarebbe appropriata di risorse pubbliche e nei suoi confronti sono stati “provati tutti gli elementi costitutivi della responsabilità erariale a titolo di dolo, cui soccorre, ad abundantiam, anche la valutazione di ulteriori elementi quali l’interruzione del rapporto di lavoro della stessa con l’Amministrazione danneggiata nello stesso giorno in cui veniva da questa diffidata alla restituzione della somma indebitamente sottratta ed il suo repentino trasferimento di domicilio in altro Comune lontano dalla sede di residenza anagrafica.

Gli esiti dell’indagine della Guardia di Finanza hanno dimostrato per la Corte dei Conti “una piena coscienza e volontà del danno, una condotta appropriativa delle risorse pubbliche connotata da dolo, in quanto realizzata attraverso un’attività truffaldina dispiegatasi mediante molteplici macchinazioni ed artifizi”.

I mandati emessi in pagamento sono stati, in alcuni casi, falsamente formati dalla stessa Currò, con l’indicazione delle false causali di pagamento e con l’indicazione del numero di conto corrente bancario dei congiunti beneficiari; alcuni di essi recano firme la cui autenticità è stata disconosciuta dai rispettivi apparenti firmatari. Il danno arrecato dalla stessa è pari all’ammontare dei diciotto mandati pagati per inesistenti titoli giuridici e causali, pari ad euro 1.281.525,70.

In sede penale. Nel processo celebrato a Vibo Valentia con rito abbreviato, Mirella Currò, 48 anni, di Ionadi, è stata condannata a 3 anni e 4 mesi di reclusione a testa, più l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. Tre anni e 4 mesi la condanna anche per il marito Baldassarre Bruzzano, di 52 anni. Assolti invece per non aver commesso il fatto: Armanda De Sossi, 67 anni, di Vibo; Maria Menna, 34 anni, di Vibo Valentia; Valentina Macrì, 34 anni, di Ionadi, entrambe nipoti della Currò; Ulderico Petrolo, 68 anni, di Vibo, ex segretario generale della Provincia. Il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Graziamaria Monaco, ha ritenuto Mirella Currò e Baldassarre Bruzzano responsabili dei reati di peculato e falso.

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