Imponimento: costruttore di Pizzo passa ai domiciliari

Decisione del Riesame per il quale il Tribunale ha riqualificato in concorso esterno in associazione mafiosa
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Il Tribunale di Catanzaro
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Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Francesco Caridà, 52 anni, di Pizzo, coinvolto nell’operazione antimafia “Imponimento”. Il Tribunale del Riesame, in accoglimento dei motivi dell’avvocato Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino, ha escluso la sussistenza di gravità indiziaria in riferimento alla presunta estorsione ai danni dell’avvocato Renda relativa ai lavori di costruzione di un villaggio turistico, riqualificando il più grave reato di partecipazione ad associazione mafiosa in concorso esterno. In virtù delle sostanziali modifiche al quadro accusatorio la più grave misura della custodia cautelare in carcere è stata sostituita con quella degli arresti domiciliari.
Secondo l’accusa, Francesco Caridà avrebbe operato direttamente sui cantieri di interesse del sodalizio, occupandosi di recapitare ad altri sodali ovvero ad appartenenti di altre consorterie, messaggi provenienti dai vertici dell’organizzazione. Avrebbe inoltre permesso al sodalizio di mantenere un canale comunicativo con gli imprenditori vittime delle pretese estorsive, rendendosi  disponibile per operazioni finalizzate all’acquisizione da parte della cosca di attività imprenditoriali ed immobili, in maniera schermata.

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