Alunna cieca a Vibo senza insegnante di braille, nuova denuncia della madre

Nonostante l’impegno del ministro dell’Istruzione nulla è cambiato e anche quest’anno la ragazza va a scuola solo grazie alla famiglia senza aiuti da parte dello Stato

Nonostante l’impegno del ministro dell’Istruzione nulla è cambiato e anche quest’anno la ragazza va a scuola solo grazie alla famiglia senza aiuti da parte dello Stato

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L’anno scolastico è iniziato da poco più di un mese e per la ragazza non vedente di 15 anni di Vibo Valentia e la situazione non può dirsi cambiata. Per il decimo anno consecutivo la ragazza è costretta a frequentare le aule scolastiche senza un’assistenza adeguata: senza docenti di sostegno, nè assistenza specialistica, nè libri in braille. “Siamo soli da 10 anni, nessuno è intervenuto per verificare la drammatica situazione e ancora una volta mia figlia sta andando a scuola grazie al sostegno della famiglia e non dello Stato. Sono anni che il suo diritto allo studio non solo non viene garantito ma viene calpestato”.

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Torna a parlare la mamma di L.C. che da anni sta combattendo questa battaglia per garantire a sua figlia un percorso di studio uguale a tutti gli altri. Ora i ricorsi al Tar sono diventati tre e la donna non esclude di voler verificare se ci sono gli estremi di reato. “Non voglio fermarmi – dichiara all’Agi – e chi nel corso di questi anni ha sbagliato è giusto che paghi”. A nulla sembra siano servite le parole del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli che lo scorso 20 settembre aveva promesso di fare delle verifiche. “Anche quest’anno – sottolinea la mamma – siamo stati costretti a pagare di tasca nostra l’assistente di comunicazione e una parte della trascrizione dei libri in braille. E’ l’unico modo per consentirle di frequentare l’anno scolastico. In tutti questi anni di scuola mia figlia non ha mai avuto insegnanti di sostegno in grado di poterla aiutare, nessuno di loro conosceva il braille”. “Tra l’altro – conclude la donna – non si tratta di un caso isolato, solo in Calabria ci sono molti bambini e ragazzi non vedenti che si trovano nella stessa condizione di mia figlia”.

La famiglia della ragazza è da tempo seguita sulla via giudiziaria dall’avvocato Giovanna Fronte che, dopo un ricorso vinto al Tar, ha da tempo interessato della vicenda anche la Procura di Vibo Valentia per accertare eventuali violazioni della legge penale a seguito della mancata attivazione di quanto necessario per garantire a L.C. il diritto allo studio. 

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