La Polizia di Vibo festeggia San Michele e saluta il questore Gargano – Video

Cerimonia in duomo in onore del Santo patrono del Corpo. Quindi il commiato del dirigente: «Mi sono speso con orgoglio per questa bella terra e questa bella gente»
Cerimonia in duomo in onore del Santo patrono del Corpo. Quindi il commiato del dirigente: «Mi sono speso con orgoglio per questa bella terra e questa bella gente»
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Polizia in festa nella ricorrenza di San Michele Arcangelo, patrono del Corpo, anche a Vibo Valentia dove questa mattina si è svolta una celebrazione nel duomo di Santa Maria Maggiore e San Leoluca, officiata dal vescovo Luigi Renzo e alla presenza delle massime autorità del territorio e dei rappresentanti di tutti i reparti operativi, delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Alla fine della celebrazione, nel corso della quale sono stati ricordati gli esponenti delle forze dell’ordine caduti nell’adempimento del proprio dovere, il questore Annino Gargano, ha rivolto parole di ringraziamento ai presenti e alla città, alla vigilia del suo commiato che lo vedrà lasciare Vibo per assumere il ruolo di questore, dal 1 ottobre, nella città di Chieti.

«Oggi noi uomini e donne della Polizia di Stato e dell’amministrazione civile dell’Interno della provincia di Vibo – ha detto il questore Gargano -, con rinnovata fede celebriamo la ricorrenza del nostro Santo patrono. Ogni giorno, nell’espletamento del servizio a favore della comunità e per il rispetto delle leggi, ci affidiamo a San Michele Arcangelo, cui guardiamo con fiducia e preghiera. Anche voi giovani allievi del 209esimo corso per agenti, guardate con fiducia a San Michele e invocatene la protezione, affinché possa realizzarsi al meglio il cammino intrapreso nella Polizia di Stato. Come sapete – ha aggiunto – mi accingo a lasciare Vibo Valentia per assumere la guida della Questura di Chieti. Sono trascorsi quasi 15 mesi dal mio insediamento quale questore di questa Provincia e non è passato giorno in cui, con impegno e determinazione, non ho operato al meglio delle mie possibilità per il bene di questa bella terra e di questa bella gente. Ho avuto il privilegio di lavorare con donne e uomini di elevato spessore professionale e umano ed ho avuto l’onore di fare parte di una formidabile “Squadra Stato” che sono sicuro per lungo tempo ancora saprà dare prova di saldezza e unità d’intenti». [Continua]

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«Questo – ha proseguito Gargano – è stato anche un periodo particolare, inedito per tutti, caratterizzato dall’emergenza Covid19 in cui non c’è stato momento in cui non abbia sentito forte la responsabilità, da un lato, di assicurare con attenzione e buonsenso il rispetto delle norme poste a salvaguardia della salute dei cittadini, dall’altro, di fare in modo che i miei poliziotti potessero lavorare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili. Nei giorni del lockdown ho visto nei loro occhi la preoccupazione, non tanto per la loro salute quanto per quella dei loro cari, ma ho visto anche tanta soddisfazione allorquando con slancio e senza remore si sono prodigati per consegnare generi alimentari e di prima necessità alle famiglie in difficoltà, oppure a giovani studenti gli strumenti indispensabili per proseguire la didattica a distanza. Questo e molto altro lavoro, senza clamori, è stato fatto nel quotidiano contrasto ad ogni forma di illegalità e nell’assicurare il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica in questa provincia e mi rende oggi orgoglioso di essere stato il loro capo. Progettavo, insieme ai miei funzionari, di riportare in piazza, tra la gente, la Festa della Polizia ma a causa dell’emergenza epidemiologica non è stato possibile. Viva la Polizia di Stato – ha concluso -. Viva Vibo Valentia e la sua provincia».  

Gargano era stato preceduto da un intervento del procuratore della Repubblica Camillo Falvo. Al termine della celebrazione, sul sagrato del duomo, il vescovo ha benedetto le nuove autovetture in dotazione ai reparti operativi della provincia. A seguire la cerimonia ha avuto una sua appendice alla Scuola allievi agenti di Polizia, dove il questore ha avuto occasione di salutare da vicino i suoi “uomini” e di congedarsi da quelli che per un anno e tre mesi sono stati i suoi più fidati collaboratori.