Rinascita-Scott, l’imprenditore Mario Artusa ai domiciliari

Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha accolto i rilievi della difesa in ordine alle condizioni di salute del detenuto, disponendone la scarcerazione
Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha accolto i rilievi della difesa in ordine alle condizioni di salute del detenuto, disponendone la scarcerazione
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Mario Artusa

Il Tribunale del riesame di Catanzaro, accogliendo l’appello proposto dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Gambardella, ha disposto l’immediata scarcerazione e la contestuale applicazione degli arresti domiciliari per Mario Artusa, 54 anni, imprenditore vibonese, ritenuto partecipe del gruppo diretto da Luigi Mancuso, a cui vengono altresì contestate diverse ipotesi di estorsione e d’intestazione fittizia di beni aggravate dal metodo mafioso. Gli avvocati Sabatino e Gambardella nel corso della detenzione di Artusa avevano segnalato più volte le «pessime condizioni di salute del detenuto oltre all’inadeguatezza del trattamento sanitario all’interno dell’istituto». Tali valutazioni erano state respinte dal gip e dunque appellate dinanzi al Tribunale del riesame che, accogliendo i rilievi della difesa, ha disposto gli arresti domiciliari per Artusa.

Mario Artusa, insieme al fratello Maurizio di 52 anni, (anche lui arrestato), è ritenuto dalla Dda di Catanzaro una delle figure centrali dell’intera inchiesta Rinascita-Scott. Sono accusati del reato di associazione mafiosa e altri reati come estorsione e turbata libertà degli incanti. In particolare, quali reali ed effettivi amministratori e gestori della società “Ottantasei srl”, con sede legale a Vibo Valentia su Corso Vittorio Emanuele III nr 23, sono accusati di aver reimpiegato denaro del clan Mancuso nell’attività societaria, offrendo abbigliamento a prezzi fortemente scontati, nonché collaborando nella gestione di attività estorsive e nella trasmissione di “imbasciate”, consapevoli “del ruolo svolto sul territorio dalla consorteria e dai suoi associati”, instaurando con l’una e con gli altri un rapporto di reciproci vantaggi, sfruttando la forza di intimidazione della cosca nei rapporti commerciali ed economici con i propri interlocutori.

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