Ricercati polacchi fermati a Tropea, Corte d’Appello rifiuta mandato di arresto europeo

Violazioni di legge nella richiesta proveniente dalla Polonia. I giudici accolgono i rilievi mossi dalla difesa
Violazioni di legge nella richiesta proveniente dalla Polonia. I giudici accolgono i rilievi mossi dalla difesa
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La Corte d'Appello di Catanzaro
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Si è conclusa con un rigetto della richiesta di esecuzione del mandato di arresto europeo da parte della competente Corte di Appello di Catanzaro, la vicenda che vede protagonisti due polacchi, Andrzej Janusz Krakowski, 58 anni e la convivente Dorota Violetta Krakowaska, 55 anni, per i quali lo scorso anno era stata disposta la misura del solo obbligo di dimora a Tropea. I giudici hanno quindi accolto le argomentazioni difensive dell’avvocato Carmine Pandullo. I cittadini polacchi, residenti da 15 anni in Calabria con regolare permesso di soggiorno permanente, stante le interrogazioni della banca dati Schengen – risultavano ricercati in tutta Europa per una presunta condanna a 14 anni per appropriazione indebita e truffa commessa nel Paese di origine. Gli stessi sarebbero sfuggiti alla cattura, e per questi motivi ricercati da sei anni.

La difesa nel corso della procedura giudiziaria ha dimostrato non solo che le vicende che riguardavano i due cittadini polacchi non avevano sicure connotazioni penali – per il principio della doppia incriminazione prevista dalla legislazione di riferimento -, ma soprattutto che la Polonia ha utilizzato lo strumento giudiziario di collaborazione europea – il mandato di arresto europeo – per fini meramente investigativi al di fuori di quanto previsto sia dalla legge 22 Aprile 2005, n. 69 che dalla decisione quadro del Consiglio 113 giugno 2002 n. 2002/5847 Gai, che prevedono quale presupposto indefettibile per la richiesta di un mandato di arresto europeo l’emissione di un provvedimento cautelare, una sentenza di condanna irrevocabile e/o l’applicazione di una misura di sicurezza.Per tali motivi la Corte d’Appello di Catanzaro, condividendo gli assunti difensivi dell’avvocato Carmine Pandullo, ha rifiutato l’esecuzione del mandato di arresto europeo.

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